14 Settembre 2007

Circa 67 italiani su 100, ieri, non hanno toccato né pane né pasta

Circa 67 italiani su 100, ieri, non hanno toccato né pane né pasta, per aderire allo “sciopero della pastasciutta“ indetto da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Il dato, anzi il “successone“, come spiegano le associazioni dei consumatori impegnate nella lotta al caro-prezzi, è frutto di un`indagine telefonica, che ha coinvolto, a campione, 2 mila e 500 famiglie italiane. Se i consumatori uniti brindano, convinti di aver dato un segnale forte, fortissimo che il governo non potrà non recepire, la Confcomemrcio parla di “protesta senza fondamento“, la Confesercenti accusa le grandi multinazionali di “fare i prezzi“ e l`esecutivo di mancato controllo. Di caroeuro e di aumenti ingiustificati si occuperà presto l`Antitrust. Ieri, infatti, i leader dell`Adusbef, Elio Lannutti, di Federconsumatori, Rosario Trefiletti e del Codacons, Carlo Rienzi hanno incontrato il garante della libera concorrenza Antonio Catricalà. Nel frattempo, sempre ieri, tutti in piazza (a Montecitorio e a piazza Verdi) per prendersi, gratis, pane, pasta, latte, gentilmente offerti dalle associazioni e dalla Coldiretti, che, al contrario di Confagricoltura, ha aderito alla manifestazione. In serata, il commento soddisfatto delle medesime: “La massiccia adesione dei cittadini alla protesta contro i rincari dimostra come l`aumento dei prezzi di questi ultimi giorni sia un fenomeno fortemente sentito dalle famiglie, che non vogliono più subire passivamente le speculazioni“. Parole che scatenano la reazione di chi sta dall`altra parte del bancone. Dopo lo sciopero della pasta scoppia la guerra dei prezzi tra commercianti e consumatori. La Confcommercio dichiara, ad esempio, che i prezzi salgono perché aumenta il costo della materie prime. Ad esempio, scrivono, il prezzo dei cereali sarebbe aumentato del 31 per cento e così pure i suoi derivati. Tutte storie, rispondono le associazioni dei consumatori sul piede di guerra, sorrette da Sergio Marini (Coldiretti), e porgono l`esempio della pasta che, da un anno all`altro, si paga il 338 per cento in più, mentre il grano sarebbe aumentato del 22,8 per cento appena. Ancora: la Confcommercio individua altri nemici da combattere “insieme ai clienti“, cioè la bassa crescita economica, le “spese obbligate“, ossia affitto, bollette, spese bancarie e assicurative. Le associazioni replicano così: “Le altre scuse che stanno accampando i commercianti, ossia il fatto che è aumentato il gas, l`elettricità, gli affitti, cosa peraltro comune a tutti gli italiani a cominciare da pensionati e lavoratori dipendenti, non regge per la semplice ragione che dal 2001 ad oggi i commercianti sono gli unici che, potendo aumentare i prezzi, hanno potuto anche aumentare i profitti, indicizzandoli più che abbondantemente al costo della vita“. Cifre e ancora cifre. Secondo la Confcommercio, gli “aumenti incidono al massimo per 9 euro a famiglia“. Questa volta risponde la Coldiretti, che denuncia lo “scandalo della moltiplicazione dei prezzi. Dal grano al pane, il prezzo sale di 12 volte, dal grano ai dolci di 70 volte, dal latte di stalla a quello del banco di 4 volte.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this