16 Luglio 2010

Circa 300 anni di carcere e sei assoluzioni per “non aver commesso il fatto”

Circa 300 anni di carcere e sei assoluzioni per «non aver commesso il fatto». Sono queste le richieste fatte ieri in aula dal pm della procura di Bari, Ciro Angelillis, durante il processo Farmatruffa. L’ udienza preliminare si concluse nel giugno del 2009 con 101 rinvii a giudizio, un patteggiamento della pena e 4 prosciolte (2 decedute) e 5 richieste di processo da celebrare con il rito abbreviato. Ieri pomeriggio il pm inquirente, al termine della requisitoria, ha fatto le sue richieste di condanna. Gli imputati sono accusati di aver preso parte, tra il 2000 e il 2003, ad una presunta farmatruffa da 20 milioni di euro ai danni del Servizio sanitario nazionale. Alla sbarra ci sono 16 medici, 36 informatori scientifici, 24 farmacisti e poi ancora capi area e amministratori di note società farmaceutiche accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa di corruzione, falso, riciclaggio e comparaggio. Secondo le indagini del pm Ciro Angellilis, alcuni i medici di base, dopo aver ricevuto danaro ed altre utilità degli informatori scientifici, avrebbero prescritto farmaci all’ insaputa dei loro pazienti ma avvalendosi della complicità dei farmacisti. Questi, dopo aver tolto le fustelle dai farmaci, avrebbero gettato le confezioni nella spazzatura: in questo modo si sarebbero sbarazzati anche di farmaci salva vita dal costo elevato (fino a 700 euro a scatola). A febbraio 2011, però, quasi tutti i reati cadranno in prescrizione. La Regione Puglia – insieme a Federconsumatori, Codacons, Confconsumatori, Ordine dei farmacisti, Cittadinanza Attiva, le Asl Lecce, Brindisi, Bari – si è costituita parte civile e ha chiesto cinque milioni di euro. (ass)

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