Cipaf, è a una svolta l’ inchiesta sul depuratore
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fonte:
- Messaggero Veneto
Parallelamente all’ inchiesta della magistratura tolmezzina c’ è da un anno anche la Corte dei Conti sulle tracce del lavoro pubblico da 3,2 milioni di euro realizzato nell’ area industriale di Rivoli di Osoppo. Sul tavolo del Procuratore Zappatori, infatti, c’ è la copia dell’ esposto presentato dal Codacons in cui si segnalano diverse anomalie nell’ iter che ha portato alla realizzazione del depuratore. Insomma, sul capo degli ex amministratori del Consorzio non pende solo la spada di Damocle di un’ indagine penale. E sulla gestione degli ex componenti del Cda era stato durissimo nella relazione di fine 2010 anche l’ attuale presidente del Consorzio, Ivano Benvenuti che aveva parlato di eredità pesante per «gravosi condizinamenti finanziari» e persino «di appalti affidati senza alcuna gara». GEMONA Da una parte la Regione che invita i vertici del Cipaf a fare scelte di responsabilità, dall’ altra il presidente Ivano Benvenuti che convoca Cda e poi i sindaci di Buja, Osoppo e Gemona (alcuni dei suoi "grandi elettori"), si consulta, riconvoca un altro consiglio di amministrazione per oggi, ma per ora decide di mantenere ben salda la barra del timone. Clima ad alta tensione dunque tra la Regione e il Consorzio. All’ origine del contendere c’ è l’ inchiesta avviata un anno e mezzo fa dalla Procura di Tolmezzo, che ha fatto finire nel registro degli indagati il vecchio Cda Cipaf, due industriali, l’ ex Presidente della Provincia Marzio Strassoldo, nonchè i due professionisti che hanno progettato il depuratore da 3,2 milioni di euro pagato con soldi pubblici e realizzato per risolvere una volta per tutte i problemi di depurazione delle imprese insediate. Un’ indagine che sembra essere arrivata a una svolta importante e tutti gli indizi portano al sequestro del depuratore. Gli inquirenti e la Procura tengono le bocche cucite e rimandano all’ esito della perizia disposta su invito del Gip proprio un anno fa per stabilire se le acque escano dal faraonico impianto (protagonista di numerosi stop in questi primi sei mesi di esercizio) ancora inquinate. Tuttavia una decina di giorni fa, come previsto dalla legge, la Procura di Tolmezzo ha informato la Regione di possibili evoluzioni dell’ inchiesta che comportino uno stop dell’ infrastruttura. A quel punto è toccato all’ esecutivo Tondo convocare Benvenuti e informarlo della situazione. Dimissioni? No, nonostante il tam-tam di questi giorni. Benvenuti lo ha garantito ieri ai sindaci di Buja, Luca Marcuzzo, Osoppo, Luigino Bottoni (presidente del Consorzio nella gestione precedente a quella "indagata") di non aver alcuna intenzione di dimettersi pur in previsione di una possibile escalation giudiziaria preannunciatagli dalla Regione. La Procura, infatti, analizzati i risultati della perizia richiesta un anno fa per stabilire o meno l’ inquinamento delle acque in uscita dal nuovo depuratore, potrebbe essere tornata alla carica dal Gip del Tribunale di Tolmezzo che, ottenuto ciò che aveva chiesto un anno fa, e cioè la prova dell’ inquinamento, potrebbe aver dato disco verde allo stop dell’ impianto. Un fermo, che, come indicato un anno fa dalla stessa Procura, non implicherebbe per forza lo stop della produzione nelle industrie insediate a Rivoli di Osoppo. L’ affidamento dell’ impianto a un custode che avrebbe il compito di eseguire i lavori necessari per la regolare depurazione delle acque eviterebbe il blocco dell’ economia di mezzo Friuli. Se tempesta sarà, tuttavia, il Cda del Cipaf intende affrontarla al timone convinto della linearità dell’ operato di quest’ ultimo anno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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