Ciocca a Manchester al posto di Fazio
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Gesto distensivo evitare l`Ecofin Giallo sulla convocazione del Consiglio
ROMA ? Un piccolo passo indietro, fatto per senso delle istituzioni, per evitare che i riflessi delle polemiche interne italiane emergano in una riunione internazionale.
Il Governatore della Banca d`Italia, Antonio Fazio, ha preso atto ieri ufficialmente per la prima volta dell`esistenza della forte tensione politica che si è creata attorno a lui e ha scelto di rinunciare all`Ecofin in programma da domani a Manchester. Nessuno ha esercitato nessun genere di pressing lesivo della sua autonomia ( il Quirinale ha smentito ieri seccamente di aver mai fatto telefonate a Via Nazionale per dirgli cosa dovesse fare). Però almeno sarà evitato, grazie anche alle mediazioni dietro le quinte, che uno scontro istituzionale molto forte con il ministro dell`Economia, il quale domenica scorsa al seminario Ambrosetti a Cernobbio aveva chiesto pubblicamente le dimissioni di Fazio, si svolga sotto gli occhi dei partner europei, in questo momento non propriamente bendisposti nei confronti dell`Italia, tanto per motivi di finanza privata che per motivi di finanza pubblica.
Al posto di Fazio, come spiegava ieri una nota ufficiale di Bankitalia, andrà il vicedirettore generale Pierluigi Ciocca, che sin dal 1998 è il deputy del Governatore italiano nel consiglio direttivo della Banca centrale europea, ed è da sempre il “ ministro degli esteri“ di Banca d`Italia.
L`annuncio della decisione è arrivato con uno scarno comunicato di Palazzo Koch, che sottolinea: « Vengono in tal modo anche prevenuti i rischi che riverberi di questioni interne abbiano minimamente a manifestarsi in una riunione europea nella quale la delegazione rappresenta l`Italia » . Insomma, i panni sporchi si lavano in casa. La stessa nota tuttavia dà una chiave di lettura molto precisa, annunciando anche che l`impegno del Governatore prosegue « nell`assolvimento dei suoi compiti istituzionali e nella preparazione delle periodiche riunioni presso la Bri che si terranno domenica e lunedì e della successiva riunione del consiglio direttivo della Bce » .
Il messaggio è chiaro: niente dimissioni. Almeno per ora. Ieri infatti, è scoppiato il giallo della convocazione anticipata del Consiglio superiore. Giovanni Montanari uno dei membri del Consiglio superiore della Banca d`Italia ha spiegato che tutti i 13 esponenti del Consiglio sono stati « avvertiti che il Governatore potrebbe convocare una riunione, se ce ne sarà bisogno, prima del prossimo consiglio ordinario » . Il pre allerta ? ha spiegato Montanari ? è in funzione di una « eventuale convocazione straordinaria, che potrebbe avvenire prima del 29 settembre » , cioè della data fissata per il prossimo Consiglio ordinario.
Ma dalla Banca d`Italia partiva una secca smentita: la riunione del 29 resta l`unica in calendario, ha successivamente sottolineato l`ufficio stampa di Bankitalia, sebbene altre fonti citate da Radiocor parlassero di una convocazione per il 22 settembre. A quel punto lo stesso Montanari si è corretto dichiarando alle agenzie che « non è prevista nessuna convocazione prima del 29 settembre » e che « dato il clima non c`è alcun motivo di allerta » .
In ogni caso ? ha dichiarato l`armatore ed ex presidente di Confitarma ? « la mia stima ed estrema fiducia per Fazio sono inalterate » e nel Consiglio « c`è grande compattezza » a sostegno del Governatore.
Intanto ieri le associazioni dei consumatori hanno improvvisato una manifestazione di protesta davanti a Palazzo Koch. I membri di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno sfilato con slogan inneggianti alle dimissioni del Governatore. Oggi, invece, il ministro Gianni Alemanno incontrerà a Palazzo Chigi il segretario generale della Falbi della Banca d`Italia, Luigi Leone, per discutere del testo di riforma approvato dal governo. Testo che ha suscitato alcune perplessità nelle rappresentanze sindacali della Banca d`Italia. Via Nazionale: « Evitato il rischio che questioni interne si riverberino nell`incontro Ue ».
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