Cinzia Peluso Anno nuovo, prezzi nuovi. E qualità in saldo. Lo promettono i commercianti.
-
fonte:
- Il Mattino
Cinzia Peluso Anno nuovo, prezzi nuovi. E qualità in saldo. Lo promettono i commercianti. Con la garanzia delle nuove regole sulla trasparenza. Ma i consumatori subito frenano su facili ottimismi. I portafogli sono stati già svuotati per le spese di Natale. Ed è di nuovo polemica. Tradotto in cifre, significa una differenza di circa 140 euro tra le stime degli acquisti a famiglia della Confcommercio e delle associazioni dei consumatori. Quindi, si parte oggi in Basilicata, Campania e Sicilia. Secondo round sabato, quiando seguiranno le altre regioni. Solo la provincia di Trento agirà solitaria. I negozianti fisseranno liberamente i periodi di sconto. Certo, la crisi ha svuotato le tasche. E anche la principale associazione del terziario ne è convinta. Tanto che Renato Borghi, presidente di Federazione moda Italia e vice presidente di Confcommercio, fa presente che «la stagione di quest’ autunno-inverno è partita col freno tirato». In una città di rilievo come Milano (dove i saldi cominceranno il 5), ad esempio, si prevedono acquisti in calo del 9%, con una spesa di 176 euro a testa. Ma per la Confcommercio è ancora possibile incrociare i desideri nascosti del consumatore con quelli dei rivenditori. «Speriamo che i saldi possano rappresentare una chance per i negozianti del settore moda e per i consumatori per soddisfare una necessità e/o un desiderio con l’ acquisto di un capo di qualità a prezzo più accessibile», auspica Borghi. Quindi, a suo parere, non c’ è motivo per non sperare che anche quest’ anno si ripeta «uno straordinario rito collettivo capace di attrarre l’ interesse di quasi 16 milioni di famiglie italiane e di numerosissimi turisti stranieri affascinati dal made in Italy». Anche perché Confcommercio promette che «i saldi di quest’ anno saranno caratterizzati da qualità, ampiezza di assortimento e soprattutto prezzi, con percentuali di sconto veramente allettanti». Dall’ ottimismo delle parole, a quello delle cifre. Quest’ anno, secondo la Confcommercio, ogni famiglia dovrebbe spendere per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento ed accessori una cifra media di 359 euro. Complessivamente, la spesa si dovrebbe aggirare quindi attorno ai 5,6 miliardi. Cifra, quest’ ultima, che corrisponde al 18 per cento del fatturato dei comparti interessati. Di diverso avviso, invece, i consumatori. Budget limitato a 219 euro a famiglia. Quindi, in calo del 18,8% secondo Federconsumatori e Adusbef. Anche il Codacons stima una cifra bassa per gli acquisti, 224 euro. «Solo il 40 per cento – avverte l’ associazione guidata da Carlo Rienzi – potrà usufruire dei saldi». Non mancano le polemiche. Tuitt’ e tre le associazioni criticano la scelta di non aver anticipato gli sconti al periodo di Natale. «Le famiglie, dopo il Natale e le scadenze di fine anno, hanno esaurito il proprio budget a disposizione per le spese extra, quindi saranno pochissimi coloro che si apprestano ad approfittare dei saldi. Le previsioni di Confcommercio dunque sono troppo positive e purtroppo non avranno riscontro nella realtà», commentano Federconsumatori e Adusbef. Le cifre raccontano meglio la crisi. Diminuisce, infatti, anche il numero delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo. Saranno il 36%-37%, pari a 8,9 milioni di nuclei. Di conseguenza cala la spesa a 1,95 miliardi. Intanto, la Campania si mette in luce per aver varato i «saldi certificati». Fulvio Martusciello, consigliere delegato alle Attività produttive della Regione Campania, evidenzia il primato e aggiunge un monito: «I commercianti rispettino il protocollo di intesa sui saldi certificati siglato da tutte le associazioni alla presenza del presidente Caldoro». Nel protocollo sono stati inseriti una serie di precetti volti a tutelare il consumatore e dare valore ai saldi stessi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Saldi
