28 febbraio 2017

Cinquemila cause vanno in buca

Cinquemila cause vanno in buca
il codacons sciorina i dati sugli
incidenti provocati dalle voragini per ottenere il risarcimento
economico l’ attesa media è di oltre sei anni

Sono oltre cinquemila le richieste di risarcimento danni avanzate dai cittadini romani nei confronti del Comune acausa delle biche. Il dato viene fornito dal Codacons, secondo cuile pratiche definite al 31 dicembre scorso sono oltre 2.700 e i tempi di indennizzo sono di sei anni e mezzo. «Grazie ad una istanza d’ accesso presentata dal Codacons – si legge in una nota dell’ associazione- sono stati finalmente resi pubblici i dati ufficiali sugli incidenti provocati a Roma da buche stradali e disconnessioni dell’ asfalto, e che hanno porta toa richieste risarcitorie da parte degli automobilisti. Le Assicurazioni di Roma, infatti, hanno fornito all’ associazione tutti i numeri relativi alle pratiche di risarcimento intentate contro il Comune di Roma a seguito di sinistri causati dal dissesto stradale, mediante l’ apposito Sportello di conciliazione di Roma Capitale o attraverso cause intentate in tribunale, gestite nel 2016». Eccoli i numeri: le pratiche pendenti al 31 dicembre 2016 sono in totale 5.188. Di queste 3.239 riguardano sinistri «non in causa», mentre 1.949 sono gli incidenti determinati da buche stradali che hanno portato a una causa. Sempre al 31 dicembre scorso, le pratiche definite sono 2.398 per i sinistri non in causa, e 331 per quelli in causa (totale 2.729 pratiche definite). «Da notare – sottolinea il Codacons-come trai sinistri ancora in attesa di definizione ci siano ben 49 incidenti avvenuti nel 2004: a distanza di 13 anni gli automobilisti danneggiati dalle buche ancora non sono riusciti ad ottenere giustizia. Non acaso, calcola l’ associazione, il tempo medio per ottenere un indennizzo è pari a 6 anni e mezzo nel caso in cui si ricorra alla giustizia ordinaria, periodo che scende a un anno e 10 mesi qualora di acceda alla conciliazione». «Si tratta di numeri che rendono l’ idea del fenomeno buche a Roma – dice il presidente Carlo Rienzi -Oltre cinquemila richieste di risarcimento ancora in piedi con una spesa immensa per l’ amministrazione, tra costi legali e indennizzi da riconoscere. Se si provvedesse a rifare le strade a regola d’ arte senza ricorrere ai rattoppi dell’ asfalto che cedono alla prima pioggia, il Comune potrebbe risparmiare centinaia di migliaia di euro ogni anno». Maa denunciare l’ allarme buche nella Capitale è anche Bici Roma, secondo la quale la manutenzione stradale inadeguata costituisce un pericolo per i ciclisti. «Roma è sempre più pericolosa per i ciclisti- si legge in un comunicato dell’ associazione-La sindaca Virginia Raggi in otto mesi non ha ancora incontrato le associazioni dei ciclisti. All’ amministrazione chiediamo immediati provvedimenti per la sicurezza dei ciclisti e lo sviluppo della mobilità ciclistica e sostenibile a Roma. La bici mezzo sempre più usato dai romani continua a non avere infrastrutture e servizi. I ciclisti, cittadini virtuosi, non vengono ascoltati e soprattutto sono lasciati in questajungla costituita da piste ciclabili interrotte e che stanno franando e con strade che rappresentano vere e proprie trappole come a via Giolitti. Da oltre sette mesi la principale dorsale ciclabile romana è ta gliata in due, le piste ciclabili sono ridotte ai minimi termini come potete vedere dalle foto allegate in più sulle normali strade oltre a dover porre massima attenzione ai veicoli motorizzati abbiamo anche queste nuove trappole dovute allo scadimen to della qualità di chi fa i lavori. L’ assessore competente non ascolta i cittadini e l’ amministrazione non mantiene gli impegni presi come quello dopo la morte, l’ ottobre del 2016, del ciclista sulla ciclabile della Maglia na dovuta principalmente all’ incuria e al degrado in cui è stato lasciato l’ incrocio che avevano promesso di ristrutturare e rendere sicuro e invece ancora oggi abbiamola ciclabile sbarrata, intanto gli incidenti aumentano». Il consigliere comuanale di Fratelli d’ Italia Andrea De Priamo e il municipale Monica Picca invece riferiscono di un esposto presentato in procura presentato dai vigili urbani su via Ceccarossi, all’ Infernetto; si tratta di una strada con una presenza di numerose buche e pericolosi avvallamenti che transennatti costituiscono un forte disagio per il transito delle vetture. Il consigliere regionale di FI Adriano Palozzi parla invece di «degrado a 5 Stelle», protestando per le «strade colabrodo» e giudicando «insufficiente» l’ amministrazione capitolina a guida M5S. E a dimostrare il pessimo stato della manutenzione stradale in città arriva anche la notizia che il dissesto del manto stradale ha reso necessario chiudere la rampa di accesso in Tangenziale direzione Salaria sulla via Tiburtina all’ altezza del Verano,comecomunicamuoversiaroma.it il portale web dell’ Agenzia per la mobilità di Roma.