12 Giugno 2012

Cinque bocciati in prima elementare

Cinque bocciati in prima elementare

Lorenzo Cantoni avrà il diploma di maturità alla memoria. Il Ministero dell’ istruzione accetterà la richiesta fatta dalla scuola di rilasciare l’ attestato alla famiglia del ragazzo morto venerdì a Massa in un incidente stradale a pochi giorni dall’ esame di Stato. La notizia è confermata dall’ ufficio stampa del dicastero che ieri mattina, su richiesta del Tirreno, si è attivato immediatamente presso la Direzione generale ordinamenti scolastici, competente in materia, per avere notizia dell’ orientamento in proposito. L’ iniziativa di consegnare l’ attestato alla mamma e alla sorella di Lorenzo è nata nei corridoi del liceo classico “Pellegrino Rossi” di Massa il giorno stesso del tragico incidente. Quel pomeriggio, infatti, dilaniati dal dolore e ancora sotto choc per la perdita del loro alunno, i professori e il preside hanno tenuto gli scrutini, già programmati da diversi giorni. Lorenzo, studente diciottenne di terza C del Classico, ha superato lo scrutinio, forte dei risultati ottenuti durante l’ anno. «Era un ragazzo intelligentissimo – ha ricordato la professoressa di storia e filosofia Marchini – e, anche se non era uno sgobbone, se la cavava egregiamente». Lorenzo avrebbe dunque affrontato gli esami, come tutti i maturandi d’ Italia, il prossimo 20 giugno se all’ alba di venerdì non fosse successo l’ incidente. Il preside del liceo classico, Luigi Bianchi, ha inviato ieri mattina una lettera di richiesta di informazioni sulla procedura, indirizzandola all’ Ufficio scolastico regionale e al Ministero. Dove, in attesa di ricevere la comunicazion dell’ istituto massese, la notizia della morte di Lorenzo Cantoni era già arrivata attraverso la stampa creando profonda commozione. di Fabrizio Palagi wPONTREMOLI «Bocciare è come sparare su un cespuglio al cui interno può esserci una lepre o un ragazzo». Una frase cara a Don Milani, come ricorda Daniela Lastri, responsabile scuola del Pd toscano. Bocciare a scuola è sempre più raro, ma non a Pontremoli. Nella città del Premio Bancarella si boccia addirittura in prima elementare. Cinque bimbi dell’ istituto comprensivo Tifoni di Pontremoli dovranno ripetere l’ anno, non sono maturi per la seconda. Cinque bocciati su 59 alunni suddivisi in due sezioni sono tanti, sono un caso nazionale. La vicenda arriverà sui banchi del Parlamento per iniziativa del Pd. Ovvio che le famiglie dei cinque “remigini” sono imbestialite, ma non solo: a protestare per le bocciature è l’ intero comitato dei genitori. Particolare ancor più sorprendente: uno dei bambini che dovranno ripetere l’ anno è diversamente abile. «Segno che i tempi cambiano, ma cambiano male», commenta una mamma di quel Comitato genitori che da tempo si è affidato a un legale del Codacons per portare avanti un ricorso al Tar in cui veniva denunciato l’ elevato numero di alunni nelle due classi in questione, rispettivamente di 29 con un bimbo disabile e l’ altra di 30 alunni. Un ricorso che ha dato loro ragione per quanto riguarda l’ elevato numero degli iscritti, ma respinto per quanto concerne la sicurezza dell’ istituto delle medie Ferrari, attuale sede dei ragazzi del Tifoni, fatto evacuare lo scorso anno perché ritenuto non idoneo rispetto alle norme antisismiche. Da una parte i genitori, con tanto di legale del Codacons, l’ avvocato Giuseppe Romeo del Foro di Massa e dall’ altra il dirigente scolastico, Angelo Ferdani che difende a spada tratta i suoi insegnanti: «Sono loro a decidere sul rendimento dell’ alunno nel percorso didattico» e che «29 o 30 alunni non sono poi tanti per una singola classe», oltreché rimarcare che «è meglio fermare subito e far ripetere l’ anno a chi non ha appreso le nozioni base. Avevo chiesto la terza sezione, ma non sono stato accontentato. È da allora che i genitori si sono scatenati». In linea col preside è il sindaco di Pontremoli (Comune sorretto da una lista di centrodestra), pure lei dirigente scolastico, Lucia Baracchini: «Le valutazioni sul processo di apprendimento – dice il sindaco – non sono certo condotte con superficialità; poi c’ è da dire che la situazione di malcontento creata dai genitori, in qualche modo si ripercuote sui ragazzi. Meglio ripetere un anno, che andare avanti senza avere le basi. Direi comunque che l’ ideale sarebbe avere classi da 20 alunni, 25 al massimo». Ma non è dello stesso avviso l’ avvocato Giuseppe Romeo che avverte «Il numero elevato dei ragazzi nelle due classi – dice – ha impedito di far seguire bene le lezioni. Stiamo valutando di chiedere un risarcimento al Ministero dell’ istruzione per il danno arrecato alle famiglie; ci riserviamo anche di far valutare i ragazzi bocciati da altri insegnanti. Vedremo». Un putiferio, dunque, quello scatenatosi nell’ estremo lembo settentrionale della Toscana. Come confermano le numerose prese di posizione. Francesca Puglisi del Pd annuncia che «il partito presenterà un’ interrogazione urgente al ministro Profumo, con la richiesta di inviare un’ ispezione. È questo che deve fare la scuola? Portare avanti piccoli eccellenti e lasciare indietro chi parte con qualche svantaggio?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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