24 Agosto 2021

CINQUE ANNI FA IL SISMA ‘INFINITO’ DEL CENTRO ITALIA

    CODACONS: RICOSTRUZIONE A RISCHIO A CAUSA DI VERTIGINOSI AUMENTI DEI MATERIALI EDILI, PRESENTATO UN ESPOSTO PER MANOVRE SPECULATIVE

    I RINCARI DI FATTO ANNULLANO I VANTAGGI DEL SUPERBONUS 110%, INACCETTABILE PER UN’AGEVOLAZIONE NATA PER RISOLLEVARE L’ECONOMIA

    L’ASSOCIAZIONE OFFRE SUPPORTO AI CITTADINI CHE VOGLIANO SFRUTTARE I BENEFICI DEL SUPERBONUS

    Cinque anni dopo il drammatico sisma che ha sconvolto la vita del centro Italia, un allarme forte arriva dal Codacons e riguarda i costi delle materie prime edili, che recentemente sono schizzati alle stelle e rischiano di rallentare – se non bloccare del tutto – la ricostruzione post-sisma.
    L’esponenziale aumento dei prezzi dei materiali da costruzione verificatosi negli ultimi mesi rischia di compromettere pesantemente i lavori nei territori colpiti dal sisma, vanificando così il lavoro svolto per semplificare le procedure amministrative e far partire i cantieri: i prezzi di acciaio (+60%), alluminio (+80,4%) e rame (+130%) testimoniano l’incredibile ascesa registrata, senza citare gli aumenti delle materie plastiche e di tutti i prodotti collegati all’isolamento termico e, quindi, al Superbonus o il prezzo di noleggio dei ponteggi (raddoppiato negli ultimi mesi).
    In questo modo il rischio è che, senza interventi, ci si fermi ancora nelle aree colpite dal terremoto e la ricostruzione, una volta di più, si arresti. Senza pensare alle altre conseguenze derivanti dal rincaro delle materie prime edili: il danno diretto a un settore trainante per la nostra economia e il rischio di vanificare i benefici delle misure di rilancio (come il Superbonus).
    Proprio il fatto che i rincari si siano verificati nel periodo di validità del Superbonus ha portato l’Associazione a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma sulla base dell’art. 501 del codice penale (Rialzo fraudolento dei prezzi sul pubblico mercato) secondo cui “Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, adopera artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a euro 25.822”. L’Associazione chiede inoltre un intervento diretto delle istituzioni, dopo che nelle scorse settimane anche l’Antitrust ha acceso un faro sull’aumento dei prezzi nell’edilizia, magari nella forma di un ristoro per le imprese e i privati danneggiati da questa situazione.
    Il Codacons ricorda infine che tutti i cittadini che intendano sfruttare i benefici dell’Ecobonus possono avviare attraverso l’associazione uno studio di fattibilità ed essere seguiti in tutte le varie fasi della procedura (per info: https://codacons.it/ecobonus-2020/).

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