Cinquanta giorni di “grande sete“ e rubinetti a secco
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fonte:
- Il Messaggero
Cinquanta giorni di “grande sete“ e rubinetti a secco. E di incertezze, contraddizioni, ritardi. L`unica cosa certa è che, a Cerveteri, l`acqua che arriva nelle abitazioni ancora non si può bere: troppo arsenico disciolto, anche se le ultime analisi sembrano incoraggianti. A quasi un mese e mezzo, in piena “estate calda“, da quando è stata firmata l`ordinanza dell`ex sindaco Antonio Brazzini, che imponeva il divieto di consumo umano dell`acqua “domestica“, la situazione è caduta nel grottesco. Ma intanto i disagi si moltiplicano: nelle case, nei bar, negli esercizi pubblici. E la protesta monta. Altre due analisi effettuate dall`Agenzia regionale per l`ambiente avrebbero confermato che la presenza di arsenico si sarebbe sensibilmente ridotta rispetto alle scorse settimane, rientrando nei parametri “normali“. L`allarme, dunque, potrebbe essersi ridimensionato. Ma, intanto, l`ordinanza di non potabilità resta in vigore perché mancano i risultati delle ultime due analisi che l`Arpa ha effettuato a fine luglio e delle quali sembrano essersi perdute le tracce. Il risultato di questo caos, accompagnato da un valzer di notizie ed indiscrezioni di ogni tipo, è che residenti e villeggianti continuano a subire disagi e a spendere una fortuna per acquistare acqua minerale, da usare non solo come bevanda, ma anche per cuocere la minestra e preparare il tè ed il caffè. Un tentativo di porre ordine è stato effettuato in queste ore dal commissario prefettizio, Raffaele Bonanno. Insieme alla dottoressa Kateline Guns, responsabile dell`ufficio ambiente della As, il viceprefetto ha informato che attualmente l`acqua si può bere in alcune frazioni del territorio come il Sasso, Pian della Carlotta, Valcanneto, Cerenova, ma solo nell`area compresa tra via Campo di Mare, la ferrovia, il fosso Zambra e la statale Aurelia. Nel resto del territorio di Cerveteri resta il blocco: l`acqua si può solo adoperare per lavare gli alimenti, cuocere la pasta, l`igiene personale e la pulizia delle stoviglie. In attesa che dall`Arpa arrivi il definitivo via libera che consenta alla Asl di revocare il divieto di bere acqua, a esasperare la popolazione è soprattutto la lentezza con cui le istituzioni si stanno muovendo per abbattere definitivamente il tasso di arsenico nelle forniture. Tutto finora è rimasto sulla carta e notizie certe sulle scelte definitive non trapelano dal municipio. Così il Codacons, che aveva invitato ad autoridursi le bollette, torna all`attacco. “Avevamo sperato che la situazione si potesse chiarire rapidamente – dice il coordinatore per il litorale, Angelo Bernabei – invece notiamo che alla confusione si aggiunge ora una esasperante lentezza nell`informazione ai cittadini. Torniamo dire che inoltreremo richiesta di rimborso sulla bolletta idrica per tutti quegli utenti che presenteranno al comune gli scontrini che attestano il denaro speso in queste settimane per acquistare`acqua minerale“. Ed un voragine da decine di migliaia di euro si aprirebbe nel bilancio dell`amministrazione municipale. Comitati cittadini e associazioni, infine, hanno intenzione di rivolgersi alla Procura di Civitavecchia per sollecitare la conclusione dell`indagine aperta sui presunti ritardi nella comunicazione alla città delle ordinanze che segnalavano l`emergenza. L`intenzione sarebbe anche quella di verificare se non ci siano “colpevoli ritardi“ pure per le ultime analisi.
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