8 Febbraio 2013

Cinema, sempre più buio nelle sale a gennaio record di spettatori in fuga

Cinema, sempre più buio nelle sale a gennaio record di spettatori in fuga

 

Gennaio horribilis per il cinema in sala. I dati, rilasciati oggi da Cinetel che monitora un campione pari al 90% del mercato, testimoniano una flessione consistente e drammatica sotto vari punti di vista. Si tratta del peggior risultato degli ultimi 5 anni per il mese di gennaio: rispetto all’ anno migliore del quinquennio, il 2011, la diminuzione è pari al 47%. E per i film italiani si registra un ulteriore calo: la quota biglietti venduti dal 48% è ora al 34%. Un risultato che coincide con l’ ennesimo taglio ai fondi pubblici per il settore spettacolo. Prevedere un’ inversione di tendenza, in un contesto di crisi economica come quello che stiamo vivendo, è arduo. Trovare soluzioni, a cominciare dalla riduzione del costo del biglietto auspicata da molti come l’ associazione dei consumatori Codacons o come il produttore Pietro Valsecchi di Taodue, è urgente. I dati di gennaio parlano chiaro: nel campione Cinetel, si sono venduti nel mese 10.056.000 biglietti, con una diminuzione del -23% rispetto a gennaio 2012 e si sono incassati 64.885.000 euro, -24% su gennaio 2012. Questi dati vanno inseriti in un sistema in crisi: le esportazioni di film italiani all’ estero al lumicino (9% nel 2011, ultimo dato disponibile), la florida pirateria che è percepita diffusamente anche dagli adulti non come reato, un cinema italiano medio scarso, l’ impatto della crisi economica vera e propria (-4% sul potere d’ acquisto), il caro biglietti. Qualche cosa è in movimento, ma prevederne un’ effi cacia non è facile: l’ anticipazione delle uscite al giovedì è stata giudicata positiva, la festa del cinema con il biglietto a 3 euro è stata varata per maggio e si spera nell’ effetto dell’ attuazione del decreto che regola gli investimenti delle tv nel cinema italiana la cui firma è recentissima ed è stata salutata dai presidenti di Anica Tozzi e dei produttori Barbagallo come passo decisivo per affrontare la crisi. A tenere alta la bandiera del cinema italiano è il film di Giuseppe Tornatore La migliore offerta, secondo tra i migliori incassi di gennaio dopo Django Unchained di Tarantino: non a caso è l’ esempio di quel cinema italiano medio, per qualità e storia, che porta la gente al cinema e di cui si è lamentata l’ assenza quest’ anno. La seconda parte del 2012 aveva fatto sperare in un miglioramento della tendenza negativa per l’ Italia dell’ affluenza, ma i dati di gennaio riflettono una crisi generale e del cinema italiano in particolare: cresce infatti la quota dei film Usa, da 32% a 58% e la Nuova Zelanda (Lo Hobbit) conquista una quota del 4%, mentre la Gran Bretagna – lo scorso anno Sherlock Holmes e La Talpa – passa dal 14% all’ 1,82%. i.

alessandra magliaro

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