4 Febbraio 2010

CINEMA: GLI OCCHIALI 3D NON HANNO IL MARCHIO “CE” E I NAS GIA’ OGGI HANNO IN MANO L’ESPOSTO CON CUI SI CHIEDONO VERIFICHE E SEQUESTRI

 OCCHI STANCHI E NAUSEA I SINTOMI DENUNCIATI DAGLI SPETTATORI IN TUTTA ITALIA. E IL CODACONS SCOPRE CHE GLI OCCHIALI PER IL 3D SONO QUASI TUTTI MADE IN CHINA
E ILLEGALI NEL NOSTRO PAESE

STASERA A STRISCIA LA NOTIZIA IL CODACONS SPIEGA PERCHE’ LA SALUTE E’ A
RISCHIO SE MANCA IL MARCHIO CE
POTREBBERO FERMARSI LE PROIEZIONI DEI FILM IN 3D. IL CODACONS INVITA A
SEGNALARE AL BLOG WWW.CARLORIENZI.IT GLI OCCHIALI PRIVI DI MARCHIO CE IN VISTA
DI UNA POSSIBILE CLASS ACTION PER I RISCHI ALLA SALUTE

Il proliferare dei film in 3D in programmazione nelle sale italiane (Avatar,
Up, A Christmas Carol, Piovono Polpette, solo per citare i più recenti) porta
oggi il Codacons a sollevare il caso della possibile non conformità degli
occhiali speciali per la visione di tali pellicole.
Si tratta di occhiali – spiega l’associazione – che vengono forniti nelle sale
cinematografiche per poter godere della nuova tecnologia tridimensionale. Da
una ricerca effettuata dal Codacons in quasi tutti i cinema italiani, emerge
tuttavia come tali occhiali non dispongano del marchio CE.
Come noto la marcatura “CE” (Conformità Européenne) non è un marchio di
qualità o di origine, ma attesta semplicemente la conformità del prodotto ai
requisiti essenziali di sicurezza, fissati dalle disposizioni comunitarie. L’
assenza del rischio di un pericolo grave per i consumatori è garantita da tale
marchio. La Comunità Europea ha definito una serie di norme sulla sicurezza dei
prodotti per tutelare i consumatori, e la commercializzazione e immissione in
consumo è consentita solo ai prodotti che rispettano tutti i requisiti
normativi.
Non solo. Sempre l’indagine dell’associazione rileva come nella busta in cui
sono contenuti gli occhiali forniti da alcuni importanti catene
cinematografiche, si legga chiaramente “Made in china” e le avvertenze sui
pericoli connessi all’utilizzo degli stessi non siano riportate in lingua
italiana.
Inoltre nella denuncia presentata oggi stesso al Comando dei NAS si fa
presente che in moltissimi cinema gli occhiali passano da uno spettatore all’
altro senza essere disinfettati, con rischio elevatissimo legato alla
possibilità che attraverso le lacrime cadute sui vetri si trasmettano anche
gravi infezioni.
L’indagine del Codacons è nata da tantissime mail pervenute all’associazione
che denunciavano stanchezza agli occhi e senso di nausea da parte degli
spettatori dopo alcune ore di visione.
“Sulla base di tali circostanze abbiamo presentato oggi stesso un esposto ai
Nas e alla Procura della Repubblica di Roma – spiega il Presidente Codacons,
Carlo Rienzi – in cui si chiede di effettuare tutte le dovute verifiche e
controlli in tutte le città italiane volti ad accertare se gli occhialini messi
a disposizione all’ingresso delle sale dei cinema che proiettano film in 3D
risultino conformi alle direttive CEE, disponendo l’eventuale sequestro di
quelli che risultassero commercializzati in violazione dello stesse”.
L’associazione ricorda infine come già in Gran Bretagna esperti del settore
abbiano sollevato dubbi riguardo agli occhiali per la visione in 3D, sostenendo
come questi possano provocare in molte persone, specie bambini, effetti
collaterali quali affaticamento degli occhi, mal di testa, vertigini, ed
effetto mal di mare.

Tutti gli spettatori che constatino che gli occhiali sono privi di marchio CE,
che deve essere ben visibile sull’occhiale stesso, lo segnalino al blog www.
carlorienzi.it: il Codacons infatti sta studiando una possibile class action
per i danni alla salute e i rischi collegati alla commercializzazione di un
prodotto privo dei requisiti di legge.

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