12 Febbraio 2011

Cinema diviso sul rincaro dei biglietti

Commissione in Senato dà l’ ok al decreto. Verdone e 100Autori: «Può aiutarci» Esercenti e consumatori in rivolta: paga il pubblico

Mentre a Berlino i lavoratori dello spettacolo italiano protestano platealmente, arriva l’ annuncio che da luglio i biglietti del cinema aumenteranno di un euro. E il fronte si divide. Dunque, al Festival di Berlino i quotidiani plaudono il film Qualunquemente di Giulio Manfredonia, fuori concorso, vedendo in Antonio Albanese «il sosia satirico di Berlusconi». Ma ieri una delegazione italiana ha letto, prima della proiezione, un comunicato che denuncia una «situazione ai limiti del collasso». Nel frattempo, le Commissioni bilancio e affari costituzionali del Senato approvavano l’ emendamento al milleproroghe, presentato dal governo. In pratica, da luglio si pagherà un euro in più sui biglietti per finanziare gli sgravi fiscali al settore. Sono escluse le sale parrocchiali. Una tegola che arriva proprio mentre i cinema italiani nel 2010 registrano una fortissima crescita dei biglietti venduti, superando la soglia dei 123 milioni, l’ 11% in più rispetto al 2009, pari a 12 milioni di biglietti. Mentre nell’ Unione Europea i biglietti venduti sono calati del 2%. Ma si levano anche diverse voci a favore. «Un euro in più non fa la differenza. Chi va al cinema continuerà a farlo» dicono l’ attore Claudio Amendola e il regista Fausto Brizzi, cui fanno eco Michele Placido e Verdone che aggiunge: «Se questi soldi verranno reinvestiti nel settore cinematografico, è già qualcosa». Il fronte dei contrari, invece, è capitanato da Giulio Scarpati: «Ancora una volta si ricorre ai cittadini, al pubblico che deve mettere mano al portafoglio » dice il presidente Sindacato attori. Una decisione folle che danneggia i cittadini italiani e gli appassionati di cinema, e che avrà ripercussioni negative per gli stessi esercenti cinematografici ptonosticano le associazioni aderenti a Casper -Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazione Consumatori) annunciano ricorso al Tar. «Già oggi i cinema italiani sono tra i più cari del mondo. Grazie a questo provvedimento, un biglietto arriverà a costare 9 euro, 13 euro per i film in 3D». Furioso il presidente dell’ Agis, Paolo Protti, che parla di «mani nelle tasche degli spettatori» con conseguente «ovvia contrazione di pubblico e messa in crisi di molte delle sale più impegnate nella diffusione del prodotto nazionale e di qualità». La proposta, invece, viene subito sposata dall’ Anica, che pensa però che l’ aumento «non dovrebbe pesare solo sulle sale, ma essere spalmato su tutta la filiera». Con gli esercenti invece si schiera il senatore Pd e vicepresidente della commissione Cultura del Senato, Vincenzo Vita. Secondo il quale, «infine, i tassatori selvaggi ce l’ hanno fatta». A pretendere dall’ esecutivo il ritiro dell’ emendamento sono invece i titolari delle 800 sale d’ essai italiane che temono «un effetto dirompente» sulle loro attività. L’ Associazione dei 100autori, invece promuove l’ iniziatica perché, dice Andrea Purgatori «se l’ emendamento verrà approvato ci sarà tutto il tempo per effettuare dei miglioramenti».

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