9 Agosto 2010

CINA: BEVONO LATTE IN POLVERE CONTAMINATO, LATTANTI IN CURA

    IL CODACONS CHIEDE DI INDICARE PROVENIENZA LATTE SULLE CONFEZIONI BASTA CON I FINTI PRODOTTI MADE IN ITALY

    Un nuovo scandalo di latte contaminato è scoppiato in Cina. Secondo quanto denunciato da alcuni genitori, una fabbrica avrebbe prodotto latte per neonati con estrogeni femminili, con la conseguenza di aver fatto crescere il seno a bambine di 4 e 15 mesi.
    Il Codacons ricorda che due anni  fa, sempre in Cina, era scoppiato lo scandalo del latte in polvere alla melamina che portò alla morte di alcuni bambini.
    Per questo l’associazione di consumatori ritiene sia ormai giunta l’ora di rendere obbligatoria sulle confezioni la provenienza del latte. Non solo perché non si può escludere che latte in polvere proveniente dalla Cina sia venduto in questo momento in Italia, ma anche perché i continui scandali sul latte e sui suoi derivati, vedasi le mozzarelle blu, rendono ormai improrogabile indicare la provenienza della materia prima.
    E’ un diritto del consumatore sapere da dove proviene quello che mangia, specie nel caso di prodotti finali che poi vengono pubblicizzati come “made in Italy”. Ma può un latte proveniente dall’estero essere indicato come italiano solo perché viene confezionato e lavorato in Italia? E una mozzarella è italiana se viene fatta con latte tedesco?

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