28 Aprile 2021

Cimitero, le associazioni dei consumatori bocciano il regolamento

 

Un no secco al nuovo regolamento di polizia mortuaria del Comune di Latina da parte delle associazioni dei consumatori, che lamentano di essere state ascoltate solo in parte, e comunque «non sull’aspetto economico». Lo scrive in una nota il Coordinamento consumatori Latina, che riunisce Federconsumatori, Codacons, Assoconsumatori e Codici, alla luce del fatto che domani il documento, teso a regolare i rapporti tra Ipogeo, il Comune e gli utenti del cimitero urbano, sarà in approvazione in Consiglio comunale.
«Non comprendiamo come sia possibile approvare un regolamento cimiteriale che dopo tanti incontri, tavoli tecnici, e commissioni trasparenza è solo un limitato restyling del vecchio regolamento tanto osteggiato da sempre in tutte le sedi». Secondo i referenti delle associazioni, in aula «si dirà che alla stesura del novo regolamento hanno concorso le associazioni, ma forse non si dirà che molti sono stati gli scontri sui costi accessori, sulla manutenzione e in particolare sull’articolo 112, in cui viene stabilita la durata delle concessioni delle sepolture e in particolare, la si stabilisce a 30 anni per migliaia di tumulazioni».
Inoltre, «Si approva un nuovo Regolamento a pochi mesi della scadenza dell’attuale consiliatura, con l’obiettivo di andare a rivedere il progetto di finanza senza la certezza del nuovo mandato. Si lascia in eredità a chiunque verrà eletto un regolamento che pone il gestore in una posizione di forza e che avrà un impatto sull’intera comunità per oltre un decennio. Si lascia in piedi una struttura estremamente costosa per l’utenza, senza prevedere facilitazioni o riduzione dei costi. La voce delle associazioni è rimasta inascoltata sugli aspetti più importanti. Abbiamo rilevato una buona disponibilità nell’esame del Regolamento ma totale chiusura sull’aspetto economico, quello che per i cittadini, specialmente in questo periodo, non è certo un aspetto secondario».
I PROBLEMI
Massimo Cusumano (Codacons), Antonio Bottoni (Codici), Laura Ardia (Federconsumatori) e Daniele Mazzoli (Assoconsumatori) fanno riferimento in particolare alla relazione che insieme stilarono mesi fa per evidenziare quelli che secondo loro sono i problemi principali, in particolare «la durata delle concessioni dal 1939 al 1991: se non vengono riportate le scadenze in perpetue per il periodo 1939-1975 e 99 anni per il periodo 1975-1991, i cittadini potrebbero essere chiamati a sottoscrivere un nuovo contratto con Ipogeo, con contestuale richiesta di rilevanti somme, ovvero essere costretti a presentare ricorsi alle autorità competenti, e ciò non può ricevere il consenso delle scriventi associazioni».
Inoltre, si definiscono «illegittime le modalità di riscossione del debito, oggi attuate dal gestore attraverso l’Agenzia di riscossione» e «sbilanciate in favore del gestore le spese accessorie: manodopera, canoni di manutenzione anticipati per più anni, ricognizione amministrativa sono a nostro giudizio inaccettabili e eventualmente riducibili a una unica voce onnicomprensiva e di importo».
An. Ap.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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