9 Ottobre 2019

Cimitero e contratti Il Comune cerca il confronto con Ipogeo

l’ assessore ranieri vuole normalizzare i rapporti il codacons attacca: «i regolamenti non sono retroattivi»
IL CASO La durata delle convenzioni? Va verificato il regolamento del 2008, che variava le durate per equilibrare il piano economico e finanziario del progetto. Gli avvisi in stile post-it sulle tombe? Sono consentiti. Il pagamento della tassa sulle sepolture? È dovuto, ma forse solo per quelli dal 2009 in poi. Tutte situazioni che il Comune di Latina cercherà di risolvere in contraddittorio con Ipogeo e, soprattutto, di normalizzare il rapporto tra i cittadini e la gestione del cimitero urbano. Assicurazioni dell’ assessore ai Lavori pubblici, Emilio Ranieri, nella commissione richiesta dall’ opposizione. Una richiesta nata proprio dagli ultimi sviluppi evidenziati dal Messaggero, ovvero gli avvisi affissi sulle tombe (o inviati) da parte del gestore con le richieste di regolarizzazione di convenzioni, contratti, pagamenti. «Ci stiamo muovendo su tre fronti – ha esordito Ranieri – abbiamo avviato colloqui con gli utenti e sottoscriveremo un protocollo per i loro diritti sui servizi pubblici locali, che includerà quelli cimiteriali, e che sfocerà nella carta dei servizi. È stato preparato il bando per il supporto al rup per il progetto del crematorio, che secondo l’ amministrazione ha una valenza importante in quanto almeno il 15% dei cittadini sceglie questa soluzione: le lettere scadranno il 15 ottobre. Infine, con Ipogeo, intendiamo rivedere tutto il piano economico e finanziario». Ranieri ha però anche criticato la precedente gestione del cimitero, asserendo che negli anni prima di Ipogeo, «il Comune era carente perché non stipulava i contratti». Il punto delicato sono poi gli avvisi affissi in queste settimane: «Ho verificato se la procedura fosse regolamentare e mi è stato riferito che è l’ ultimo passaggio che possono fare per trovare i titolari, poi possono estumulare». Poi i prezzi delle concessioni: «Ci sembra non gestibile dover pagare 1.500-2.000 euro tutti insieme». Il canone di mantenimento? «È dovuto, ma occorre verificare se lo sia anche dai contratti precedenti a Ipogeo». Criticità messe in fila anche dal dirigente Angelica Vagnozzi, che ha parlato di «parametri del regolamento che mettono in difficoltà, come la durata delle convenzioni per il pre Ipogeo o la mancanza di una carta dei servizi. Mettiamo a punto il regolamento e la carta e poi vediamo se regge il Pef». Circostanze criticate non solo dall’ opposizione, con Matteo Coluzzi, Nicoletta Zuliani, Massimiliano Carnevale e Giovanna Miele che hanno evidenziato criticità e ritardi, ma anche dalla maggioranza, con Nino Leotta e Marina Aramini che hanno domandato incontri pubblici con il gestore e pareri dell’ Avvocatura. Spazio poi ai consumatori con Massimo Cusumano del Codacons che ha evidenziato come «un regolamento non può essere retroattivo, il Comune deve dichiarare che è valido solo dal 2009; inoltre non è mai stato attivato un monitoraggio annuale; l’ intera modulistica poi è vessatoria, e stiamo preparando un’ azione legale su questo». Andrea Apruzzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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