27 Settembre 2019

«Cimitero, dubbi legali e morali su azione Ipogeo»

federconsumatori e codacons contro l’ azione del concessionario per rientrare in possesso delle tombe con concessioni scadute
IL CASO Un’ estumulazione forzata «è illegale e immorale», oltre al fatto che «l’ ultima iniziativa del gestore di affiggere molti avvisi direttamente sulle tombe diffidando gli eredi a definire la loro posizione contrattuale, ha sollevato dubbi e perplessità, oltre che legali, anche morali». È così che Laura Ardia di Federconsumatori e Massimo Cusumano del Codacons giudicano l’ ultimo invito della Ipogeo agli aventi titolo a regolarizzare le concessioni delle sepolture del cimitero di Latina; rinnovare un contratto scaduto o di farlo ex novo in caso non si ritrovino documenti originari, o ancora mutare l’ intestazione della titolarità della sepoltura, pena l’ estumulazione della salma sepolta. Esborsi che partono da mille euro. Secondo le due associazioni, «la Ipogeo, beneficiaria della gestione dei servizi cimiteriali, dimenticando che sta gestendo una cosa pubblica di enorme delicatezza poiché riguarda i sentimenti, continua ad avere un atteggiamento arrogante nei confronti di persone che hanno il solo problema di non essere in possesso del contratto di sepoltura che doveva essere rilasciato dal Comune al momento della sepoltura. Procedere a un’ estumulazione forzata, oltre che illegale lo riteniamo del tutto immorale». Ardia e Cusumano tornano anche sul tema del regolamento cimiteriale approvato in seguito alla convenzione del progetto di finanza per il nuovo cimitero, varato nel 2009, che include anche la gestione trentennale del servizio per Ipogeo; regolamento che fissa le durate delle convenzioni cimiteriali, in 30, 60, 99 anni a partire dalla consegna. Ma per i due responsabili delle associazioni dei consumatori, «Il gestore non può più nascondersi dietro agli articoli del regolamento, cosa contraria a tutte le leggi vigenti, vedi il Codice Civile che afferma che la legge non dispone che per l’ avvenire: essa non ha effetto retroattivo, se non in casi particolari e ben definiti, non certo per le estumulazioni. Ne segue che la durata delle concessioni storiche è variabile e dipende dalla normativa vigente all’ epoca della tumulazione». Per questo, «la soluzione del problema è e deve essere politica: deve aprirsi un tavolo tecnico con tutte le parti in causa perché si trovino soluzioni nel rispetto della legalità e dei sentimenti delle persone. Se così non sarà, metteremo a disposizione le nostre professionalità per l’ avvio di azioni di classe per la tutela degli interessi dei cittadini». Una soluzione politica, su cui l’ assessore comunale ai Lavori pubblici, Emilio Ranieri, aveva detto già ieri essere in piedi un confronto tra le parti. Sulla vicenda, non appena emersa, era già intervenuto Antonio Bottoni del Codici, che aveva prefigurato anche possibili azioni legali o una richiesta di intervento della magistratura: «Una norma non può essere retroattiva – precisa Bottoni – ma il Comune non sta ancora facendo tutto quanto dovrebbe per dare soluzione alla vicenda. Il gestore sostiene che trascorsi I 30 anni previsti dall’ attuale regolamento, informa che si deve procedere al pagamento di un nuovo periodo o alla estumulazione, con due opzioni, in base alla situazione dei resti: o la cremazione o la riduzione con deposizione in loculo più piccolo, ma sempre con costi a carico dei concessionari». Andrea Apruzzese © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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