13 Marzo 2021

Cimitero, bocciato il ricorso di Ipogeo contro il Comune

 

Ipogeo non può procedere alle estumulazioni d’ufficio delle sepolture effettuate nel cimitero di Latina prima del 10 maggio 2009, se non alla scadenza della loro effettiva durata. E non può richiedere neanche il canone di mantenimento loculo, per le tumulazioni antecedenti alla stessa data. Il ricorso presentato al Tar dalla società, concessionaria della gestione cimiteriale, che rivendicava l’applicazione della durata trentennale anche per le sepolture ante 2009, e relativa tassa sul morto, è stato dichiarato inammissibile. La società è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, pari a 2.000 euro in favore di ciascuna parte costituita: il Comune di Latina rappresentato dall’avvocato Paolo Francesco Cavalcanti e, ad opponendum, le associazioni Asso Cons Italia, Codacons Latina, Codici Latina, e Federconsumatori Latina, rappresentate dall’avvocato Simone Di Leginio. La società Ipogeo, il 13 luglio scorso, per tramite degli avvocati Francesco Amerigo Cirri Sepe Quarta, Giampaolo Maria Cogo e Giancarlo Damiani Chersoni, ha chiesto al Tribunale amministrativo l’annullamento della disposizione dirigenziale del servizio Lavori pubblici del Comune di Latina, datata 25 marzo 2020, con la quale veniva precisato che il Regolamento valevole per le sepolture ante 2009 era quello approvato con delibera di Consiglio comunale numero 75 del 15 luglio 1993 e non quello allegato alla proposta di project financing, «mai formalmente adottato dal Comune». Il ricorso presentato, anche ai fini del risarcimento dei danni conseguenti all’ingiusta inibizione alla stipula delle nuove concessioni d’uso, è stato dichiarato inammissibile sotto due profili: in primis perché l’atto impugnato «non ha natura provvedimentale» e in secondo luogo perché la parte dell’atto che Ipogeo ritiene lesiva dei propri interessi «costituisce una mera reiterazione di quanto in precedenza comunicato, in termini più compiuti e articolati, con la precedente nota del 23 dicembre 2019, non impugnata dalla ricorrente», si legge nella sentenza pubblicata ieri.
Ri. Ca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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