20 Gennaio 2009

Cime tragiche Cinque morti nel week-end

Cattive condizioni atmosferiche e fatalità le probabili cause degli incidenti Sui monti Sibillini tratti in salvo due escursionisti Il Codacons: una legge

DA MILANO  L’ ultima vittima ad essere tradita dalla montagna lo scorso fine settimana si chiama Giampiero Capoccia, uno dei due escursionisti dispersi sul Gran Sasso domenica. Romano di 51 anni, è deceduto sulla Sella di Corno Grande per assideramento, dopo aver trascorso la notte all’addiaccio. Il compagno, Moreno Preziosi, 41enne di Urbino, invece, è stato trovato vivo dai soccorritori e portato all’ospedale dell’Aquila dove è ricoverato per ipotermia. Fortunatamente le sue condizioni non destano preoccupazione. In base alla ricostruzione che è stata fatta, i due sono rimasti bloccati in una zona priva di neve a causa del forte vento. Per questo non hanno potuto che scavare una piccola buca nella quale ripararsi. L’altra sera, fino alle 23, sono stati in contatto telefonico con i soccorritori che però non sono riusciti a raggiungerli per la fitta nebbia e a causa del rischio valanghe. Secondo Giampaolo Gioia del Cai dell’Aquila, che ha portato aiuto in alta quota, l’equipaggiamento dei due era di buona qualità, con piccozze e ramponi da ghiaccio, segno che i due avevano una certa esperienza, ma le condizioni meteo sono risultate estreme. Gli escursionisti erano partiti da Campo Imperatore per raggiungere la vetta del Corno Grande (2.912 metri) nella mattinata di domenica, «un po’ troppo tardi secondo Gioia perché a metà giornata le condizioni sono cambiate bruscamente con bufera e nebbia». I due, però, hanno perso l’orientamento e non sono più riusciti a fare ritorno. Bilancio ancora più tragico quello registrato sul versante francese del Monte Bianco. Qui, durante la discesa in cordata lungo il versante nord-occidentale dell’Aiguille du Midi, una guglia alta 3.842 metri, hanno perso la vita quattro alpinisti piemontesi nella notte tra sabato e domenica. Le salme si trovano ancora a Chamonix. I quattro sono Dario Tomellini, 32 anni, programmatore, Anto- nio Carmino, 36 anni, sposato e padre di due bimbe di tre mesi e due anni, Stefano Tabacco, 37 anni, laureato in economia e Gianluca Molino, 43 anni, sposato con due figli di 7 e 9 anni. Secondo le prime ipotesi gli amici sarebbero morti per il cedimento del tratto di ghiaccio su cui si trovavano. Dopo un volo di 1.200 metri, senza possibilità di salvezza, sono finiti in un canalone dove sono stati trovati ormai cadaveri dai soccorritori. Il tribunale di Bonneville (Alta Savoia) ha aperto un’inchiesta sul drammatico incidente. «Potremmo non sapere mai quali sono state le cause ha riferito il capitano Benoit Tonanny del Peloton di Haute Montagne della Gendarmerie di Chamonix, titolare delle indagini e lo abbiamo anche detto ai familiari. È molto difficile ricostruire la dinamica, può essersi trattato di una caduta accidentale di uno dei quattro che ha trascinato con sé gli altri. L’unica cosa certa è che non è stata una valanga». Anche dall’esame dell’attrezzatura (corda, piccozze e imbraghi) non è emerso finora alcun elemento utile. Sono stati invece tratti in salvo i due alpinisti che erano rimasti bloccati domenica sul monte Bove, nella catena dei Sibillini. Gli escursionisti, che stavano scendendo lungo la via Maurizi-Taddei, in Val di Panico, sono stati portati in salvo su un elicottero dell’aeronautica. Stanno bene sia dal punto di vista sanitario che psicologico.  Intanto il Codacons chiede che vengano fissate «regole più stringenti anche per chi decide di fare escursioni pericolose».  Il messaggio è duro: «Ci domandiamo quanti morti tra gli escursionisti ci debbano ancora essere prima di rendersi conto che, come il Codacons chiede da anni, è necessario intervenire per arginare questa escalation di morti con un’apposita legge». Ciò che l’associazione reclama è una campagna informativa sui rischi connessi alla montagna e una modifica della legge n. 363 del 2003.  Per il Codacons questo provvedimento, incentrato sulle norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, andrebbe esteso anche alle scalate.

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