1 Ottobre 2004

Ciclista travolto al lungomare

Ciclista travolto al lungomare. E in via Cacciatori dell`Irno i pedoni rischiano la vita



Un`automobile lo ha travolto mentre percorreva in sella alla bicicletta via Lungomare Trieste. P. E., 65 anni, è stato trasportato al Pronto soccorso di via San Leonardo a bordo di un`ambulanza dell`Humanitas. Se la caverà in pochi giorni, perché l`impatto non è stato violento e le radiografie non hanno evidenziato lesioni, ma resta lo spavento per un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Erano passate da poco le 10 di ieri mattina quando una Fiat Panda rossa ha toccato la bici del 65enne. Il ciclista è rovinato a terra, nei pressi del palazzo delle poste centrali. A soccorrerlo è stato il medico del Saut, inviato dalla centrale, operativa del 118, che lo ha poi accompagnato in ospedale per gli esami radiografici. L`uomo per fortuna sta bene, ma l`episodio ha riproposto il tema della sicurezza stradale in città, soprattutto per amanti delle due ruote e pedoni. Un tema che proprio ieri è stato rilanciato da un documento del Codacons. L`associazione di utenti e consumatori mette sotto accusa l`amministrazione comunale per le condizioni di via Cacciatori dell`Irno, dove attraversare la strada è considerato un rischio. «Molti cittadini si sono rivolti a noi perché non ne possono più di rischiare la vita ogni giorno per attraversare questa strada – scrive il presidente regionale del Codacons, Enrico Marchetti – Con la consegna del ponte pensavamo che fosse finito il calvario, ma i lavori di rifacimento del marciapiede sul lato della cittadella giudiziaria hanno reso praticamente irraggiungibile via Dalmazia senza mettere a repentaglio la vita». Secondo il Codacons non esiste un percorso alternativo dotato degli standard di sicurezza, quali strisce pedonali e marciapiede. L`unica possibilità sarebbe quella di contendersi il terreno con gli automobilisti. «I pedoni sono costretti ad attraversare da una parte all`altra dove trovano la strada senza marciapiede e bloccata dai camion della ditta». L`associazione ha diffidato il Comune ad eliminare in breve tempo le situazioni di rischio. «Ma è possibile – si chiede Marchetti – che ogni volta che iniziano dei lavori non c`è nessuno in grado di approntare un piano adeguato alle esigenze del momento?».

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