6 Febbraio 2018

Cibo sprecato, sardi più virtuosi

Il fronte anti spreco quest’ anno è stato affollato come non mai. Istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti dei consumatori ieri hanno voluto celebrare la giornata di prevenzione degli sperperi alimentari: una data importante anche per riassumere i progressi fatti nella sensibilizzazione di consumatori e aziende, grazie alla piena operatività raggiunta dalla legge Gadda, varata nel 2016 proprio per intercettare le tonnellate di alimenti destinati alle discariche e donarle ai cittadini più bisognosi. CAMBIO DI ROTTA «Qualcosa negli ultimi anni è cambiato in meglio – assicura Efisio Perra, responsabile della Coldiretti di Cagliari – il 70% dei cittadini interpellati ha ammesso di aver ridotto o azzerato gli sprechi nell’ ultimo anno. Una tendenza virtuosa che conferma la maggior sensibilità delle famiglie sul valore del cibo acquistato». Consapevolezza acquisita anche dalle imprese agricole, «che hanno collegato alla perdita di cibo perfettamente commestibile migliaia di ore di duro lavoro nei campi andate in fumo. Dal 2016, inoltre, sottolinea Perra, «la legge Gadda permette all’ intera filiera del commercio alimentare di disfarsi senza intralci burocratici dei prodotti scaduti ma ancora commestibili da donare alle associazioni di volontariato». L’ IMPEGNO Il cambio di approccio davanti al cibo acquistato è confermato anche da Diana Barrui, rappresentante nell’ Isola del Codacons, l’ associazione di consumatori creatrice di un bollino di qualità da assegnare alle attività del settore ristorazione impegnate nel contenimento degli sprechi. NUOVA FILOSOFIA «La crisi economica ha costretto i sardi a fare di necessità virtù – spiega Barrui -. Le risorse limitate hanno spinto le famiglie a fare più attenzione al cibo avanzato, mentre allo stesso tempo hanno stimolato i ristoranti a porre più attenzione sulle derrate alimentari in avanzo. I nostri certificati di garanzia hanno infine garantito un valore aggiunto alla filosofia delle imprese, premiando agli occhi dei clienti quelle più attente all’ ambiente». La mentalità delle persone sta senza dubbio cambiando ma il percorso verso una società a “zero sprechi” è ancora lungo e tortuoso. I COSTI SOCIALI Basti pensare che ogni anno una famiglia in media getta nella spazzatura ben 145 chili di alimenti commestibili, pari a 8,5 miliardi di euro (lo 0,6% del prodotto interno lordo nazionale). Un costo sociale contro il quale è scesa in campo anche la Regione. «Lo spreco alimentare, inaccettabile sia dal punto di vista morale che economico, diventa rifiuto e costo ambientale – dice l’ assessora all’ Ambiente Donatella Spano -. Per questo motivo nell’ aggiornamento del piano regionale dei rifiuti abbiamo previsto una serie di iniziative di sensibilizzazione anche sulla riduzione dello spreco alimentare». LE INIZIATIVE Tra le misure scelte dall’ amministrazione regionale anche la diffusione delle mense sostenibili, «per diminuire il cibo-rifiuto, che incide sul consumo di acqua, energia, denaro, tempo e terreno agricolo – ha aggiunto l’ esponente della Giunta -. La Sardegna vanta ottime performance della differenziata e stiamo facendo molto per ridurre gli sprechi, specie con le mense scolastiche sostenibili, il cui numero sta crescendo».
luca mascia

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