«Cibo ingannevole». Guerra Codacons-Eataly
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fonte:
- Il Tempo
L’associazione annuncia il ritiro di alcuni prodotti. La società: «È solo cartellonistica»
La bontà dei prodotti divide. Botta e risposta tra Eataly, il gigante della ristorazione “made in italy”, che ha aperto un megalocale all’ Ostiense, e l’ associazione dei consumatori Codacons. Il pomo della discordia è chiaramente la genuinità degli “articoli” che si vendono e si mangiano. Il coordinamento va giù pesante. Sostiene che dopo due diffide e cinque esposti presentati dal Codacons all’ Antitrust, Eataly è stata costretta a ritirare dai propri scaffali alcuni prodotti “ingannevoli” per i consumatori, ricevendo inoltre un monito da parte dell’ Autorità. Il Codacons dice di aver ricevuto “apposita comunicazione dall’ Autorità garante per la concorrenza”. La vicenda nasce quando il Codacons, “dopo una verifica effettuata presso lo store Eataly di Roma, rilevava la presenza di prodotti la cui etichettatura non appariva conforme alle norme di legge. Ad esempio – continua il Codacons – nei cartelloni posti in prossimità di un bancone frigo si leggeva: “Latte, yogurt, latticini a km zero”” laddove “il frigorifero conteneva beni alimentari anche di altra tipologia (tipo pesto) e la maggior parte degli yogurt in vendita risultavano prodotti e confezionati nel Trentino o altri luoghi distanti dal Lazio”. Accertata la rimozione dal commercio dei prodotti e dei cartelloni contestati dal Codacons, l’ Autorità ha ritenuto di archiviare parzialmente l’ istanza. “Siamo felici di apprendere che anche il potentissimo Farinetti ha dovuto cedere e fare un passo indietro di fronte all’ esigenza di tutelare i consumatori – spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – Critichiamo però duramente la lentezza mostrata dall’ Antitrust nel definire la vicenda, e il grande sforzo legale cui il Codacons è stato costretto per far valere i sacrosanti diritti degli utenti, ai quali deve essere sempre garantita trasparenza e correttezza”. Eataly dice tutta un’ altra storia. “Abbiamo semplicemente ricevuto nella giornata di oggi (ieri, ndr) dall’ Antitrust – spiegano gli uffici – alcune indicazioni sulla cartellonistica interna. Non v’ è alcun riferimento ad un eventuale ritiro di prodotti “ingannevoli”. Spiace dunque leggere la nota del Codacons che, questa sì, trae in inganno”. Eataly ha aperto a Roma nel giugno 2012. Un bazaar agroalimentare su una superficie di 17 mila metri quadrati, su quattro piani di altezza, 23 luoghi di ristoro, 40 aree didattiche, 8 aree per i corsi, 14 mila prodotti in vendita, 8 luoghi di produzione a vista, dalle mozzarelle alla pasta ripiena. Circa trecento i dipendenti. “Eataly a Roma – aveva annunciato l’ imprenditore Farinetti – è dedicato alla bellezza dell’ agroalimentare, in particolare alla cucina figurativa, con il pesce che conserva la forma di pesce, e una bistecca che si riconosce in quanto tale. Tra gli scaffali il 30% dei prodotti sono del territorio, qui c’ è tanto Lazio, c’ è tanta tradizione gastronomica romana e anche un’ osteria dedicata alla Capitale”. E ora c’ è anche tanta polemica.
Luca Caso
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