3 Agosto 2009

Cibo e “pillola” ai piccioni, solo due incaricati autorizzati

 Hanno l’ok del Comune: nel becchime anche un antifecondativo che evita la proliferazione dei volatili

 Qualcuno, mentre si aggirano all’alba tra le strade e le piazze di Udine spargendo chicchi di grano, li apostrofa: «Ma non sa che è vietato dare da mangiare ai piccioni?».  E invece questi due pazienti personaggi,  volontario del Codacons e Mara Bolgan vicepresidente dell’associazione Amico Gatto, sono gli unici veri incaricati a distribuire mangime ai piccioni; cibo "saporito" però mescolato a un antifecondativo che serve a evitare il proliferare di questi uccelli. «Ma dobbiamo imparare a conviverci – spiega Bolgan -, sono così bistrattati eppure anche loro hanno diritto di cittadinanza. Certo, danno alcuni problemi e allora si cerca di arginarli». E poi sono animali intelligenti: si spostano per continuare i banchetti negli orari in cui sanno che c’è cibo a disposizione.  Quando Dario arriva alle prime ore del mattino, per esempio, gli svolazzano intorno ancor prima di scendere dall’auto: «Sono simpatici, mi riconoscono», spiega il pensionato, che ha deciso di destinare una parte del suo tempo libero a questa insolita mansione conferitogli dal Comune attraverso una convenzione sottoscritta con il Codacons di Udine. Ogni giorno, per circa un’ora, Dario e Mara danno ai piccioni le dosi prescritte, circa mezzo chilo per ogni 50 colombi, nelle aree assegnate a ciascuno: a Dario spettano le vie Gorizia, San Daniele, della Cisterna, Bertaldia, di Mezzo, Largo dei Cappuccini, via Joppi, piazzale D’Annunzio; a Mara invece le vie della Roggia, Caccia, Cossettini, Mantova, piazza XX Settembre, la zona del teatro. «Bisogna però controllare che lo mangino – spiega Dario -, altrimenti il mangime va raccolto per evitare che qualche altro animale lo ingoi». In primavera i piccioni sono circa 280, poi dopo la distribuzione semestrale del mangime antifecondativo il numero cala, anche se agli stanziali spesso se ne aggiungono altri attratti dall’opportunità di cibo. Quelli che per esempio infastidiscono gli avventori dei bar di piazza Matteotti sarebbero una novità, comunica Idanna Fresch, referente del Comune del servizio di distribuzione di mangime antifecondativo per colombi. «Se però sono lì c’è un motivo; i piccioni si fermano dove trovano cibo o per nidificare, qualcuno quindi in quella piazza dà loro da mangiare. Ricordiamo che i due nostri incaricati sono le uniche due persone autorizzate a distribuire mangime e che nel centro storico è vietato dar da mangiare ai piccioni». La Fresch informa che da quando si è iniziata la fornitura del mangime medicamentoso i piccioni sono notevolmente diminuiti, ma persistono «un paio di anziani, non gestibili, già multati e reticenti: dare da mangiare ai piccioni non è un’opera di bene, vi sono apposite ordinanze che autorizzano solo i nostri incaricati a cibarli».
 

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