Cibo da asporto dopo le chiusure città-discarica
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fonte:
- la Repubblica
di Salvatore Giuffrida Da lunedì il Lazio è ormai diventato giallo ma la zona arancione ha lasciato una pesante eredità: involucri e resti di fast food abbandonati sul ciglio delle strade, bicchierini di plastica da caffè sulle panchine o agli angoli dei marciapiedi, bottiglie e vassoi vuoti lasciati sui muri o di fronte ai negozi di una città che nonostante quarantene e lockdown duri o morbidi, comunque rimane sporca. È sufficiente fare un giro intorno a bar, locali e rosticcerie soprattutto nelle aree commerciali della capitale. Piazzale delle Province, piazza Re di Roma, Prati, San Giovanni, Tor Pignattara, Centocelle, Ostia, Infernetto e alcune aree del centro storico come via del Tritone: poche zone si salvano da cartacce, bottiglie e bicchierini. La denuncia arriva dal Codacons che negli ultimi giorni ha ricevuto più di 200 segnalazioni da cittadini preoccupati per il degrado ma non solo: quasi sempre questi rifiuti vanno a otturare tombini e caditoie, questo è un rischio in vista delle prossime piogge. «È un fenomeno nuovo che ha avuto il suo culmine con la zona arancione – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – ma continua ancora oggi con l’obbligo di asporto dalle 18 in poi nelle aree più commerciali». Il Codacons propone una sorta di class action: «un’azione collettiva per chiedere l’immediato intervento dell’Ama e la riduzione della Tari». È un problema anche per i lavoratori dell’azienda comunale, spiega Alessandro Bonfigli segretario regionale Uiltrasporti, che al Campidoglio chiede «il ritorno del netturbino di quartiere e il potenziamento della raccolta dei rifiuti dei locali commerciali». Ma non è tutto. Gli operatori Ama, spiega Alessandro Bonfigli, non sono informati sui dati anonimi e gli indirizzi dove vivono persone in quarantena, dati che dovrebbero arrivare da un lavoro in sinergia fra Asl e Ama: il rischio è di mischiare i rifiuti di tutti nei cassonetti e trovarseli, visto la sporcizia, sulle strade. «Come si svolge la raccolta dei rifiuti delle persone in quarantena? Se non siamo informati può capitare di raccogliere di tutto», conclude il sindacato che nei giorni scorsi ha scritto all’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis per «conoscere in tempo reale le modalità di tale servizio e i dati anonimi delle utenze coinvolte».
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