9 Novembre 2017

Cibi marci alle mense In cinque ai domiciliari

 

di Matteo Leoni FIRENZE Carne avariata, dall’ inquietante colorito nero e in alcuni casi persino coperta di mosche: veniva spedita dalla provincia di Pistoia nella mense pubbliche di tutta Italia. Nel mirino dei carabinieri del Nas è finita la ditta Alessio Carni snc di Monsummano Terme, specializzata nella fornitura di alimenti. Agli arresti domiciliari, su disposizione del gip di Pistoia, si trovano ora i quattro responsabili della ditta, Bonello Parlanti, Francesco Parlanti, Enrico Parlanti e Francesco Parlanti, tutti residenti nel pistoiese. Stessa sorte per il loro commercialista, Spartaco Capaccioli. Almeno a partire dal 2015 si sarebbero aggiudicati appalti pubblici di forniture alimentari per diversi milioni di euro, assegnati in base al criterio dell’ offerta economicamente più vantaggiosa, abbattendo i costi attraverso un sistema criminale collaudato.Nelle mense dei loro clienti, tra cui ospedali, scuole e caserme militari, arrivava carne avariata e contaminata da batteri, potenzialmente nociva per la salute. La carne puzzava oppure aveva un brutto aspetto e per questo veniva rimandata indietro da una mensa? Nessun problema. Alla Alessio Carni c’ era chi prendeva la carne respinta al mittente, la ripuliva e la inviata in qualche altra mensa. Magari dopo averla sistemata in nuove confezioni, e magari dopo aver allungato la data di scadenza rispetto a quella originaria. Nel corso delle indagini, partite nel gennaio del 2016, è stata sequestrata mezza tonnellata di carne non conforme, destinata anche alle fasce più deboli, tra cui bambini e degenti degli ospedali. La carne per fortuna era contaminata da batteri ma non così tanto da diventare tossica. «Nessun grave rischio per la salute – assicura il colonnello Erasmo Fontana, comandante dei carabinieri del gruppo tutela salute di Roma – Le carni sequestrate sarebbero state nocive solo nel caso di consumo seriale». Non è escluso però che qualche malcapitato possa aver avuto malori isolati. Il Codacons intanto interviene sulla vicenda e invita i cittadini a chiedere i danni, annunciando di volersi costituire parte civile in un eventuale processo. Per ora i 5 arrestati restano ai domiciliari. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni di enti pubblici, frode in pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso. Nell’ inchiesta sono indagate altre 19 persone, tra cui sei commercianti, alcuni veterinari delle Asl e i responsabili delle stazioni appaltanti. Tra questi ultimi anche dei militari, ai quali sono contestate solo condotte di omesso controllo. Nel corso delle indagini, scattate da normali controlli ispettivi del Nas, sono state accertate irregolarità nelle forniture di derrate alimentari presso le mense di 13 strutture militari e di 30 tra scuole e ospedali tra Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto. In Toscana ad aver avuto rapporti con la Alessio Carni sono state la mensa comunale di Crespina (Pisa), l’ ospedale fiorentino di Careggi – che però precisa di non avere attualmente rapporti con l’ azienda pistoiese – e l’ azienda di servizi alla persona di Siena. Ancora, le mense comunali di Calenzano, Borgo San Lorenzo, Montelupo Fiorentino e Dicomano, tutte in provincia di Firenze; le mense scolastiche comunali di Quarrata e Agliana (Pistoia) e le mense comunali di Santa Croce Sull’ Arno e di Chianni nel pisano. Per la gip Maria Elena Mele i 5 finiti ai domiciliari costituivano «una struttura organizzata» finalizzata «alla commissione di una serie indefinita di reati». Una vecchia storia, se è vero, come scrive la gip, che i primi controlli con esito irregolare nell’ azienda risalgono al 1988. Riscontrati anche casi di carne di toro e di altri animali anziani spacciata per vitello. La prassi era quella di acquistare in Toscana carne di cattiva qualità e spacciarla per tagli pregiati. Il gip ha anche disposto verso la società, che solo nel 2016 si è aggiudicata appalti per 6 milioni, un sequestro preventivo di beni per 320mila euro.

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