15 Settembre 2002

Cibi biologici, truffe a raffica

Maggiore consumo ma in tanti se ne approfittano. L?elenco degli alimenti regionali considerati tipici

Cibi biologici, truffe a raffica

Tanti ingiustificati aumenti di prezzo su prodotti ?normali?. Attenti all?etichetta

PERUGIA – Si moltiplicano le aziende che producono biologico, si riducono le certezze dei consumatori. I quali, nonostante dubbi e trucchi, mostrano un?attenzione crescente per i prodotti “naturali“. Stando ad alcuni dati forniti dal Centro per lo Sviluppo agricolo e rurale dell?Università di Perugia, il mercato del biologico rappresenta circa il 2% del totale ma si calcola che, da qui al 2005, tale incidenza possa quadruplicare. Questo in virtù di una maggiore propensione degli utenti a spendere di più, ma a patto che dietro certe etichette ci sia davvero un prodotto coltivato e realizzato secondo certi criteri. Intorno al settore invece cresce anche l?attenzione di operatori che, approfittando di un quadro normativo ancora poco chiaro, tendono a mistificare il mercato. Spacciando prodotti dai richiami bucolici per alimenti che di biologico hanno ben poco. Se non il prezzo. Così, è possibile che in un mercatino specializzato di città compaia pasta senza l?apposita etichetta contenente il codice identificativo dell?azienda produttrice. O magari si scopre che il latte spacciato per biologico, è stato ottenuto da un allevamento attiguo a un campo trattato con pesticidi. Simili operazioni non mettono in pericolo la vita delle persone, ma chi paga il 30% in più per assicurarsi pane, carne o marmellate biologiche è giusto che abbia la certezza di non comprare un prodotto “normale“. «Educare alle regole di sicurezza alimentare – sostiene Miriam Cherubini, legale del Codacons Umbria – non significa dare solo garanzie di non nocività, ma anche di qualità a livello di preparazione. Questo presuppone il rispetto di regole condivise da tutti gli operatori di settore».

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