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4 Luglio 2007

Ciampino, dalla paura alle polemiche

Ciampino, dalla paura alle polemiche

Nel mirino la facilità con cui il clandestino etiope ha invaso la pista dello scalo romano

ROMA È mattina presto quando il secondo scalo romano allontana definitivamente lo spettro e la paura del terrorismo e riprende in pieno la sua attività. L`aeroporto di Ciampino l`altra notte per oltre dieci ore era rimasto chiuso per permettere controlli e bonifiche dopo che il pilota di un aereo diretto a Colonia aveva notato la presenza sulla pista di una persona con uno zainetto in spalla. Immediate le procedure antiterrorismo, che hanno isolato l`aeroporto e consentito agli artificieri di far brillare lo zaino e bonificare l`intera zona da eventuali oggetti sospetti. Sono bastate poche ore per capire che l`uomo fermato, un clandestino etiope di 31 anni, non era un terrorista e aveva alle spalle un ricovero in un ospedale romano per cure psichiatriche. Sulla vicenda, dall`altra notte, stanno indagando gli investigatori di Polaria e Digos, che cercano soprattutto di capire come l`uomo sia riuscito a raggiungere la pista e dove fosse diretto con due zaini abbandonati durante l`inseguimento con la polizia. L`etiope, che era in evidente stato confusionale, ora si trova ricoverato in un centro di igiene mentale di Roma. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori della Polaria di Ciampino, l`uomo sarebbe entrato scavalcando la recinzione perimetrale dello scalo romano, in una zona decentrata confinante con il centro abitato di Capannelle. Da lì sarebbe riuscito a raggiungere l`area confinante con la pista di decollo. Proprio il modo banale con il quale l`immigrato sarebbe entrato nello scalo romano ha sollevato dubbi e perplessità sul sistema di sicurezza. E, primo fra tutti, il Codacons ha chiesto all`Ente nazionale dell`aviazione civile di “fornire rassicurazioni ai cittadini e verificare se vi siano state omissioni o carenze sotto il profilo della sicurezza, in un momento in cui il livello d`allarme è elevatissimo, e altrettanto elevati dovrebbero essere i controlli“. E anche per il sindaco del piccolo centro a Sud di Roma, Walter Enrico Perandini, quanto successo l`altra notte dimostra “ancora una volta l`inadeguatezza dello scalo con l`attività dei voli low cost“. Il sindaco ha polemizzato con il direttore dello scalo, Sergio Legnante, rivolgendo a lui la domanda che questi si sarebbe posto su come uno straniero “abbia potuto fare una passeggiata nella pista con due zaini indosso, all`indomani dell`allarme terrorismo scattato a Londra e New York e nello stesso giorno in cui a Ciampino è arrivato il capo di Stato dell`Afghanistan“. Il sindaco ha ricordato che lo scalo “è stato per decenni un aeroporto militare aperto a pochi voli charter“, sottolineando che si tratta di “uno scalo delicatissimo, viste le partenze e gli arrivi di molti voli di Stato italiani e di capi di Stato di tutto il mondo. L`avvento dei voli low cost ? prosegue il sindaco ?, arrivati a trasportare oltre cinque milioni di passeggeri l`anno, oltre a creare l`emergenza inquinamento acustico ed ambientale, mette seriamente a rischio la sicurezza di un aeroporto così piccolo, a ridosso del centro abitato e soprattutto con una funzione strategica per lo Stato italiano“. A causa dell`allarme, l`aeroporto di Ciampino ha subìto una chiusura dalle ore 21,20 circa di lunedì alle 7,40 di ieri: sono stati così dirottati sullo scalo di Fiumicino sei voli Ryanair e cancellati otto voli di linea passeggeri e un volo cargo. Lo ha reso noto l`Enac, precisando che sono stati interessati complessivamente alle cancellazioni circa 1.200 passeggeri. L`Enac ha evidenziato poi che i vettori Ryanair e Easy Jet “non hanno fornito la dovuta assistenza ai passeggeri, contravvenendo a quanto previsto dal Regolamento comunitario“ e ha annunciato di avere già avviato “i procedimenti sanzionatori nei confronti di Ryanair e Easy Jet per mancata assistenza“.

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