Ci sono voluti venti mesi per la prima verità
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fonte:
- Gazzetta di Modena
MODENA Premessa: venti mesi sono troppi. Nessuno ce lo toglie dalla testa. Venti mesi per stabilire quella che comunque è ancora una delle verità, una sola delle tante che questa vicenda dovrebbe portare alla luce. Non sfugge che quella di ieri è solo un filone, quello di natura economica: chi intascava che cosa e in che modo. Cioè fior di professionisti che intascavano soldi per favorire l’ una o l’ altra sperimentazione. Ora la domanda sulla quale però non può e non deve passare troppo tempo è un’ altra: quelle pratiche a che cosa hanno portato? Morti? Al momento si sta indagando su due casi. Già ora però una cosa si può dire: da questa vicenda nessuno, proprio nessuno esce bene. Non la politica che, dopo il lavoro di una commissione conclusasi con pesanti accuse alla gestione del reparto, si è fatta di nebbia, assistendo muta alle lotte tra fazioni; non l’ Università a lungo silente e inconcludente, salvo a tempo scaduto prendersela con il guardalinee perché ha alzato la bandierina, decretando il fuorigioco del suo fuoriclasse; non il Policlinico che non ci ha ancora detto nulla di quella pratica a emodinamica: se era o non era conforme, da dove venivano, e perché, quegli strumenti utilizzati che qualcuno ha definito «ferraglia». Se non fosse stato per Gianni Spinella, che ha rischiato di rimetterci la vita, nulla sarebbe emerso. Spinella sta male nell’ ottobre 2010, appena si rimette scrive alle autorità sanitarie di una situazione anomala nel laboratorio di emodinaica del Policlinico. La Regione è costretta, questo è il termine giusto, a prendere in esame la situazione e a compilare una relazione che mette in luce le criticità. Contestualmente si aggiunge, direttamente in Procura, un esposto del Codacons che mette in fila 50 casi sospetti. E sono solo una parte. Siamo a marzo 2011.Il Policlinico, a sua volta, è costretto a prendere le decisioni operative: Modena allontanata dal reparto. L’ università si stacca dal coro, difesa ad oltranza del suo primario, che fino a giovedì era tranquillamente in camice. In mezzo ci sono stati anche due ricorsi al tribunale del lavoro persi dalla stessa Modena. Il sistema sanitario modenese ne risente, cala la fiducia verso quello che era stato, negli anni, uno dei reparti di eccellenza del Policlinico. Davide Berti.
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