7 Agosto 2007

Ci sono i passeggeri disperati, quelli della vacanza senza valigie

ROMA – Ci sono i passeggeri disperati, quelli della vacanza senza valigie, un paio di scarpe ai piedi e i vestiti altrove. Quando finalmente i bagagli arrivano è tempo di ripartire. La compagnia aerea si scusa per il disagio e, tranquilli, sarete rimborsati. Quando? Mandate un fax, se ne parla tra qualche mese. O quelli dell`overbooking, spiacenti, il volo è pieno. Ma come? Ho prenotato tre mesi fa! La compagnia si scusa di nuovo, partirà tra sette ore e nel frattempo le offriamo un caffè, è vero un grande fastidio, ma il danno sarà ricompensato. Ci sono i clienti traditi, quelli che si ritrovano la segreteria telefonica e non sanno che farsene. E questo contratto per le chiamate notturne a tariffa agevolata, ma chi l`ha mai richiesto? O i contribuenti spazientiti, tre mesi per un passaporto, e che diamine! E ci sono i malati rassegnati, per la protesi all`anca torni tra un paio d`anni. Una schiera di cittadini calpestati, tutelati sulla carta ma abbandonati nella realtà, con tanti diritti dalla loro parte e ce ne fosse uno rispettato. “Le leggi ci sono, il problema è che spesso sono ignorate e quasi mai attuate“, dice Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Il 90% del lavoro della nostra associazione è proprio quello di far rispettare le normative esistenti“. Prendiamo il caos dei bagagli negli scali aerei, “i disagi sono aumentati dal 2 al 12 per mille“, denuncia Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente del Codacons che chiede risarcimenti tra i 100 e 200 euro per le “vittime“ di Fiumicino. In teoria il passeggero è garantito dalla “Carta“ elaborata dalla commissione europea, è previsto un rimborso per ogni giorno di ritardo delle valigie ma solo per chi si trova in un luogo diverso dall`abituale residenza. “Come ricompensare i passeggeri del volo Roma-New York che sono rimasti quattro giorni senza valigie? La vacanza è rovinata e il rimborso arriverà chissà quando“, s`indigna Antonio Gaudioso, vice-segretario generale di Cittadinanzattiva. “C`è un problema di diritti negati nella sostanza più che nella forma“. E il volo prenotato e pagato mesi prima che ti lascia a terra? “Alle compagnie aeree abbiamo chiesto di ridurre il fenomeno dell`overbooking, anche se sono previste forme di compensazione“, aggiunge Gaudioso. Duecentocinquanta euro di rimborso per le tratte inferiori a 1.500 chilometri, 400 per quelle fino a 3.500 km e 600 per le altre, così anche per i voli cancellati. “Ma se perdendo salta un appuntamento importante e un`occasione di lavoro? Chi ricompenserà mai questo danno?“. In treno non va meglio. In caso di ritardo (con l`Eurostar superiore alla mezz`ora) il passeggero ha diritto a un vaucher che può spendere solo per comprare un altro biglietto ferroviario. In pratica si è condannati a prendere un altro treno. “La nostra richiesta è che anche per i treni il rimborso sia in soldi“, aggiunge Gaudioso. “Se una persona dopo un viaggio disastroso decide di andare in auto, deve essere libero di farlo“. Non stupisce che l`8% delle lamentele delle persone raccolte da Cittadinanzattiva nell`ultimo anno riguardano i trasporti, il doppio rispetto al 2005. Di queste, il 39% sono relative ai treni (ritardi, affollamenti, porte bloccate, vagoni sporchi), il 20% agli aerei e il 14% ai taxi. Ma in cima alla classifica dei reclami c`è la telefonia (il 47%): traffico anomalo nella bolletta, attivazione di servizi mai richiesti, tempi inaccettabili per cambio di gestori, fatture poco trasparenti. Fanno dannare anche le banche (col 12% delle proteste raccolte), costa troppo chiudere un conto, i bancomat non funzionano, le informazioni sono incomprensibili, gli impiegati scortesi. E` migliorata, a quel che dicono i cittadini, la pubblica amministrazione (12% delle segnalazione, un 5 per cento in meno rispetto al 2005). Solo il fisco resta lento, in sei casi su dieci l`attesa non è mai inferiore ai 6 anni. Peggiorano invece il settore dell`energia (i call center per segnalare guasti sono un ulteriore disservizio e i ritardi per i nuovi allacci arrivano anche a otto mesi). Giù anche le assicurazione (aumenti delle polizze e liquidazioni che non arrivano mai) e i servizi postali. Il cittadino è debole. “Ma non il lavoratore. Uno degli ostacoli più grandi per noi associazione è rappresentato dai sindacati. Contano più i diritti dei lavoratori che quelli dei cittadini, soprattutto nel campo della pubblica amministrazione“, lamenta Teresa Petrangolini e così alle due l`impiegato smonta e agli sportelli cresce l`ira degli utenti. Dalla parte dei cittadini, le associazioni e anche i giudici di pace. “Abbiamo fatto scuola riconoscendo il danno esistenziale per lo stress subito da chi ha trascorso la notte in aeroporto, non è potuto partire o ha trascorso la vacanza in un albergo con i topi“, ricorda Francesco Mollo, fino allo scorso anno presidente dei Giudici di pace. Mille, millecinquecento euro di liquidazione. “Il più delle volte la richiesta di risarcimenti è per un servizio mancato o non all`altezza delle promesse e per le valigie smarrite“. Se ci fosse un`Authority per la tutela dei diritti? “Darebbe più forza al nostro lavoro“, dice il segretario di Cittadinanzattiva. E magari tante leggi non sarebbero così ignorate.

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