Ci rifaremo sul Comune se la Corte dei Conti chiederà i danni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Paola Lo Mele ROMA È partito l’ iter ufficiale per mettere fine alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Il “day after” il no della sindaca Virginia Raggi, in Campidoglio si lavora alle tappe per formalizzare il nuovo orientamento. Probabilmente martedì verrà presentata e votata in Aula la mozione che chiede a Raggi e alla sua giunta di «ritirare la candidatura della città». A seguire (e a stretto giro) la sindaca scriverà una lettera al CIO per ufficializzare lo stop. Intanto, una grana si affaccia in Campidoglio: la possibilità che dal Coni arrivi una causa al Comune per danno erariale, a fronte dei soldi spesi finora per sostenere la candidatura e del supporto dato dalla precedente amministrazione capitolina a guida Ignazio Marino. «Se verremo citati per danno erariale reagiremo», assicurano fonti qualificate. Malagò da parte sua spiega che il Coni non pensa ad azioni legali, ma di fronte a un’ eventuale contestazione della Corte dei Conti, girerebbe sul Comune le responsabilità. Mentre si rincorrono plausi e critiche per la scelta, pesante, della sindaca di Roma, lei va al Coni per la presentazione dello go degli europei di calcio 2020. Qui ad accoglierla c’ è il presidente Giovanni Malagò che, nonostante il doppio schiaffo incassato mercoledì (lo stop alla candidatura olimpica e l’ incontro sfumato con Raggi a causa di un pranzo) le riserva un baciamano. «Sono onorata di essere qui e contenta di dire che Roma ospiterà quattro partite dell’ Europeo di calcio del 2020 – afferma Raggi -. Sapere di poter ospitare un evento così importante ci rende orgogliosi. Il calcio per noi deve rappresentare una grande leva per l’ integrazione e uno strumento per diffondere il valore del rispetto». Dal M5S continuano gli attestati di supporto. «La mangiatoia è finita. Daje Virgì – esorta il pentastellato Luigi Di Maio -. Quelli che oggi parlano delle olimpiadi come occasione per lo sviluppo e l’ economia, parlavano allo stesso modo degli scempi che ci hanno lasciato». Per il ministro alla Cultura Dario Franceschini (Pd) è «un’ occasione persa. La brutta figura internazionale l’ abbiamo già fatta e le altre candidate si staranno leccando i baffi». Per Calenda, ministro dello Sviluppo economico, «così Roma si ripiega su se stessa». Il Codacons si dice pronto a ricorrere al Tar contro lo stop a Roma 2024. Da Torino, l’ altra sindaca a 5Stelle non si espone: «Una scelta autonoma che non posso valutare, è un dossier che non conosco…».
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