22 Agosto 2017

Ci mancava solo Belen madrina del peperoncino calabrese

 

 

segue dalla prima pagina (…) il massiccio apporto di giovani immigrati nel pieno della loro esuberanza sessuale ma privi di sbocchi erotici… Altro che Kim e la Corea, la bomba atomica che si sta preparando ai confini della Calabria ha un potenziale esplosivo molto più deflagrante. Se Trump se ne accorge attacca la Calabria: se non consegna subito Belen all’ Onu, bombarderà col ketch -up le coltivazioni di peperoncino e metterà a fuoco la Sila più di quanto già facciano gli indigeni. Adir la verità, il Festival del Peperoncino di Diamante è assurto agli onori della cronaca non tanto per l’ esperimento nucleare a sfondo erotico ma per il vistoso spreco di ben 60mila euro come cachet per far venire Belen ad accrescere i peperoncini (non alludo a un’ eventuale erezione dei medesimi, ma alla crescita della loro fama e dunque al lancio del prodotto fuori dai confini territoriali). Ma come, zone povere dell’ Italia meridionale, che hanno bisogno di tutto, sommerse di disoccupati, che piangono per la trascurata manutenzione di ospedali, scuole, strade, giardini e luoghi pubblici, che non spendono un euro per la cultura o ritirano i finanziamenti a consolidati appuntamenti storici, poi lasciano sperperare 60mila euro dei fondi regionali destinati a eventi culturali per sentire una sera, una sola sera, il profumo di Belen tra i peperoncini eccitati… Un incentivo finanziario ai guardoni, che certifica il voyeurismo come attività socialmente utile e di alto valore culturale. Perché altro non fa Belen- non canta, non balla, non recita – che farsi guardare fin dove osano le farfalle e farsi ascoltare non per quel che dice ma per la sua voce sensuale. Il problema è che più sprofondi nei guai, nella miseria e nella malavita e più hai voglia di sognare, di giocare alla lotteria, di vedere personaggi di favola, di sognare una notte piccante con Be len sia pure sul palco, a distanza di sicurezza, in mezzo ad altri allupati. E non potendo godere di lei ti rifai sul peperoncino da lei baciato… E dire che a pochi chilometri di distanza, a Cosenza, sabato scorso un incendio ha distrutto importanti manoscritti cinquecenteschi del filosofo calabrese Bernardino Telesio. La filosofia finisce tra le fiamme mentre Belen viene pagata a peso d’ oro per infiammare col peperoncino le popolazioni indigene e i turisti. Ma la natura, ci dice lo stesso Telesio, va compresa seguendo le sue stesse leggi e i nostri sensi… Francesco Di Lieto del Codacons ha denunciato lo spreco alla procura e all’ Anac, definendolo «uno schiaffo ai calabresi»; ma più che un schiaffo è una scarica di adrenalina per gli ormoni dei calabresi. Mettiamoci però una mano sulla coscienza e una un po’ più in basso e diciamo la verità: quanta gente andrà a vedere Belen tra i peperoncini e quante persone sarebbero andate a sentire una conferenza sulle opere di Telesio che pure costerebbe infinitamente meno? Forse l’ esperimento sarebbe di mettere tra Belen e il peperoncino un filosofo che facesse rivivere i filosofi locali, da Telesio a Campanella indietro fino alla scuola pitagorica. Povera e nuda vai filosofia, dice la turba al vil guadagna intesa. Povera e nuda non va invece Belen, per vostra doppia sfiga: costa cara, non si spoglia e vi lascerà col peperoncino in mano. Marcello Veneziani.

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