8 Febbraio 2011

“Ci hanno lasciato soli contro lo smog”

«Ci hanno lasciato soli contro lo smog»
 

«Ci auguriamo di non essere più soli nella battaglia contro lo smog» . I divieti, le multe e i blocchi al traffico non hanno ridotto le polveri sottili, Milano ha già esaurito il bonus europeo di giorni d’ inquinamento «fuorilegge» e ora Letizia Moratti lancia il piano B, una sorta di exit strategy dall’ assedio dei veleni: toccherà al vertice dei sindaci in Provincia, domani, definire strumenti «efficaci e coordinati» contro le polveri. Mai più soli, dice il sindaco. Anche perché le iniziative prese, anche «impopolari» , raccolgono solo polemiche: «L’ ordinanza "Aria pulita"è sub judice fino al summit degli enti locali, potrà essere rivista o persino annullata – precisa il vicesindaco Riccardo De Corato -. Chiariamo: fino a giovedì non daremo nessuna nuova deroga. Di sicuro, però, non imporremo alla città altre domeniche a piedi in perfetta solitudine: i milanesi non possono sacrificarsi per tutti» . Uscire dalla sindrome del «tafazzismo» e consegnare alla Provincia la regia antismog: è il piano B di Milano. La cappa di smog non si è alzata neppure nella seconda domenica di blocco totale alle auto, anzi, l’ ha condannata: la centralina Arpa di via Senato ha misurato 150 microgrammi di Pm10, un valore tre volte superiore alla soglia d’ allarme e un dato superiore persino a quello registrato nel traffico di sabato. I giorni di emergenza sanitaria nel 2011 sono ormai 35, quanti ne concede il governo di Bruxelles in un anno intero: Milano subirà una nuova procedura d’ infrazione. Attacca Legambiente: «Una situazione così grave non si verificava dal 2006. La concentrazione media di Pm10, dall’ inizio dell’ anno, è stata di 98 microgrammi» . L’ associazione ecologista ha consegnato ieri in Comune una maschera d’ oro antigas e domani sarà in Provincia: «Il governo dovrebbe approvare al più presto il decreto per la qualità dell’ aria – osserva il vicedirettore Andrea Poggio -. E Palazzo Isimbardi tiri fuori dal cassetto il dimenticato progetto di pedaggio antismog sulle tangenziali» . In apnea. Milano respira veleni da 26 giorni consecutivi. «Non si era mai verificata sotto la giunta Moratti un’ emergenza così lunga» , dice l’ ex assessore all’ Ambiente, Edoardo Croci: «La risposta delle istituzioni è debole» . Replica, stizzito, De Corato: «Su Milano grava una cappa di strumentale allarmismo» . Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd, invoca «scelte drastiche e immediate» a tutela della salute dei cittadini: «Una congestion charge in centro e il radicale potenziamento del trasporto pubblico» . Il Codacons propone il modello Saronno: «Limite di velocità a 30 chilometri orari sulle strade cittadine» . L’ appello della Coldiretti: «Salvaguardare e incentivare gli spazi verdi» . La previsioni sono nere: la qualità dell’ aria resterà «pessima» fino a venerdì. «L’ alta pressione – spiega il meteorologo Luca Mercalli – costringe e fa accumulare l’ aria negli strati adiacenti al suolo» . Sarà il presidente Guido Podestà, domani, a riunire i 134 sindaci della Provincia: «Siamo sempre più convinti della necessità di coordinare le iniziative a livello di area metropolitana. Metteremo a fuoco le azioni necessarie coi rappresentanti dei Comuni e delle categorie» . Tra gli interlocutori convocati da Podestà, oltre ai tecnici Arpa e al Codacons, anche l’ Unione del commercio del presidente Carlo Sangalli: «Bisogna uscire dalla logica dell’ emergenza – insiste -. Tutti devono concorrere alla lotta contro l’ inquinamento, noi siamo in prima fila, altro che lobby» . L’ ente associativo proporrà domani «un piano di azione con Regione, Comune, Provincia» e, presto, si affiderà all’ Università Cattolica per «realizzare uno studio di valutazione sull’ andamento dell’ inquinamento» . Ogni impresa milanese, ricorda Sangalli, paga 3.500 euro l’ anno di tassa-smog: «Il sistema economico spreca un miliardo di euro in ritardi, malattie e giorni di lavoro persi» . Gianni Santucci Armando Stella © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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