15 Febbraio 2007

Chiusura dei distributori dal 27 febbraio al 2 marzo contro la liberalizzazione

Rotte le trattative, sciopero benzinai per 4 giorni
Chiusura dei distributori dal 27 febbraio al 2 marzo contro la liberalizzazione

Rotte le trattative, giù le serrande. Dopo l`incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, i benzinai confermano lo stop di quattro giorni dal 27 febbraio al 2 marzo per protestare contro le misure sulla distribuzione dei carburanti contenute nel disegno di legge sulle liberalizzazioni. Ma i gestori delle pompe di benzina potrebbero rincarare la protesta e fare otto giorni di fila di serrata a cavallo tra marzo e aprile. Il fermo di otto giorni consecutivi avverrà tra il 25 marzo prossimo ed il successivo 3 aprile. Secca anche la replica del ministro Bersani che conferma i contenuti e gli obiettivi delle norme che riguardano la distribuzione del carburanti contenute nel pacchetto sulle liberalizzazioni. Al termine dell`incontro con i gestori Bersani ha confermato, comunque, “disponibilità ad approfondire assieme alle categorie gli effetti delle norme“. Non solo, spiega il ministro. Che sottolinea “di aver spiegato con chiarezza alle rappresentanze di categoria le ragioni che hanno mosso l`iniziativa legislativa del governo. Le norme – aggiunge – sono all`esame del Parlamento, che potrà valutarle. Per quel che riguarda il governo, non si possono che ribadire i contenuti e gli obiettivi di queste norme che – spiega ancora Bersani -, a mio parere, così come previsto, devono comunque rimanere nel disegno di legge e non devono essere trasferite nel decreto legge“. Bersani ha assicurato comunque la disponibilità “ad approfondire assieme alle categorie gli effetti delle norme, eventualmente implementandole ed arricchendole per governare in modo equilibrato tutti gli impatti. Pur nella differenza delle posizioni – conclude il ministro – esiste una possibilità di approfondimento comune che mi auguro possa suggerire alla categoria di evitare disagi immotivati ai cittadini“. Una possibilità che i gestori non sembrano voler cogliere. la risposta è stata infatti secca. “Proseguiremo compatti con lo sciopero“ ha dichiarato Maurizio Micheli, presidente della Figisc Anisa Confcommercio Roma che ha partecipato all`incontro. “I segnali di apertura manifestati dal ministro – spiega Micheli – si sono tradotti in un nulla di fatto. Nessuna delle nostre istanze, infatti, è stata accolta, dunque il provvedimento proseguirà il suo iter parlamentare. A questo punto non ci resta che confermare il calendario delle agitazioni“. Insomma, prosegue il presidente della Figisc Anisa Confcommercio Roma, “non è consentendo alla grande distribuzione di aprire impianti o eliminando le distanze minime tra distributori che si riduce il prezzo dei carburanti. Piuttosto, è solo imponendo alle compagnie petrolifere di applicare anche ai singoli gestori le condizioni riservate alla grande distribuzione e alle pompe bianche sul mercato extra rete che i consumatori potranno pagare di meno la benzina“. Dura la risposta anche dei consumatori. “Se verrà attuata la serrata di quattro giorni, avvieremo un boicottaggio nazionale contro i distributori“. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, affida ad una nota la protesta in cui sottolinea che “i cittadini sono stufi di essere presi in ostaggio dalle varie categorie. La commissione di garanzia sugli scioperi deve immediatamente precettare i benzinai, impedendo loro di chiudere gli impianti“. Posizione più morbida quella di Adiconsum: secondo il presidente Paolo Landi “chiedere di ritirare il decreto significa difendere l`attuale monopolio delle compagnie petrolifere nella distribuzione del carburante“. L`associazione dei consumatori si dice però disposta a mettersi al fianco dei gestori se “l`obiettivo è ricontrattare la loro posizione nei confronti delle compagnie petrolifere“.

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