Chiusi in casa per troppo vento
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
fine settimana di wind days. codacons e peacelink all’ attacco
• Tapparsi in casa come unico rimedio durante i wind days. È la constatazione che sa tanto di denuncia per difendere i consumatori, ossia i cittadini. Codacons significa appunto Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori: l’ associazione ha legato il proprio nome ad importanti battaglie in difesa dei diritti dell’ utente dei servizi pubblici. Entra così a gamba tesa sulla vicenda ambientale a Taranto attraverso una nota del presidente Carlo Rienzi: «Asl invita a non aprire le finestre per evitare danni da inquinamento e intanto sul processo incombono gravi ritardi». Oggi il Codacons sarà presente in Corte d’ Assise in difesa dei cittadini e dei malati. «Mentre dopo una lunga e vergognosa serie di rinvii torna in aula il processo per il disastro ambientale dell’ Ilva di Taranto, che vede 47 imputati, Asl, Arpa e Comune di Taranto invitano i cittadini a tapparsi in casa e sigillare imposte e finestre, come unico drastico rimedio contro l’ inquinamento dell’ aria e per tutelare la salute pubblica – attacca Rienzi Non ci sono parole per definire quanto sta accadendo a Taranto. I residenti per difendersi dall’ inquinamento non devono uscire da casa e sono costretti a chiudere le finestre perché il vento potrebbe spargere nell’ aria agenti inquinanti. E tutto giornata di ieri, Marescotti ha affondato il colpo ancora contro i rappresentanti istituzionali, in particolare il sindaco Ippazio Stefàno. «Se fossi un consigliere comunale interverrei sui wind days adesso: è possibile che il sindaco di Taranto intervenga sul traffico quando i wind days riguardano il parco minerali dell’ Ilva?» si è chiesto tramite i suoi canali social. «Ci sarebbe da chiedere al Comune di pulire tutti i balconi e i lastrici solari su cui si stanno accumulando le polveri dell’ Ilva, il tutto a spese dell’ Ilva. Un buon sindaco farebbe analizzare dall’ Arpa il particolato che è finito sulle abitazioni e, poiché il vento risolleva la polvere e la porta sulle aree pubbliche, chiederebbe di applicare il principio che chi sporca paga. Una volta che escono le analisi chimiche dell’ Arpa e che attestano in modo scientifico che le polveri sono dell’ Ilva, allora le polveri si portano in massa dai carabinieri o dalla polizia giudiziaria, con un sacchettino campione della polvere che si è accumulata in casa». «Appena si dovesse costituire la new company dell’ Ilva ha concluso – si porteranno le prime mille richieste di risarcimento. Ma se lo si annuncia ora, non credo che ci saranno acquirenti di buon senso che si infileranno in un contenzioso così». A.Pig.
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