18 Luglio 2016

Chiusi in casa per troppo vento

Chiusi in casa per troppo vento
fine settimana di wind days. codacons e peacelink all’ attacco

• Tapparsi in casa come unico rimedio durante i wind days. È la constatazione che sa tanto di denuncia per difendere i consumatori, ossia i cittadini. Codacons significa appunto Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori: l’ associazione ha legato il proprio nome ad importanti battaglie in difesa dei diritti dell’ utente dei servizi pubblici. Entra così a gamba tesa sulla vicenda ambientale a Taranto attraverso una nota del presidente Carlo Rienzi: «Asl invita a non aprire le finestre per evitare danni da inquinamento e intanto sul processo incombono gravi ritardi». Oggi il Codacons sarà presente in Corte d’ Assise in difesa dei cittadini e dei malati. «Mentre dopo una lunga e vergognosa serie di rinvii torna in aula il processo per il disastro ambientale dell’ Ilva di Taranto, che vede 47 imputati, Asl, Arpa e Comune di Taranto invitano i cittadini a tapparsi in casa e sigillare imposte e finestre, come unico drastico rimedio contro l’ inquinamento dell’ aria e per tutelare la salute pubblica – attacca Rienzi Non ci sono parole per definire quanto sta accadendo a Taranto. I residenti per difendersi dall’ inquinamento non devono uscire da casa e sono costretti a chiudere le finestre perché il vento potrebbe spargere nell’ aria agenti inquinanti. E tutto giornata di ieri, Marescotti ha affondato il colpo ancora contro i rappresentanti istituzionali, in particolare il sindaco Ippazio Stefàno. «Se fossi un consigliere comunale interverrei sui wind days adesso: è possibile che il sindaco di Taranto intervenga sul traffico quando i wind days riguardano il parco minerali dell’ Ilva?» si è chiesto tramite i suoi canali social. «Ci sarebbe da chiedere al Comune di pulire tutti i balconi e i lastrici solari su cui si stanno accumulando le polveri dell’ Ilva, il tutto a spese dell’ Ilva. Un buon sindaco farebbe analizzare dall’ Arpa il particolato che è finito sulle abitazioni e, poiché il vento risolleva la polvere e la porta sulle aree pubbliche, chiederebbe di applicare il principio che chi sporca paga. Una volta che escono le analisi chimiche dell’ Arpa e che attestano in modo scientifico che le polveri sono dell’ Ilva, allora le polveri si portano in massa dai carabinieri o dalla polizia giudiziaria, con un sacchettino campione della polvere che si è accumulata in casa». «Appena si dovesse costituire la new company dell’ Ilva ha concluso – si porteranno le prime mille richieste di risarcimento. Ma se lo si annuncia ora, non credo che ci saranno acquirenti di buon senso che si infileranno in un contenzioso così». A.Pig.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox