6 Giugno 2007

Chiusi 9 distributori su 10 Sit-in davanti a Montecitorio

ROMA – Erano un centinaio stamane i benzinai seduti sotto le finestre di Montecitorio ad intonare slogan contro i decreti Bersani sulla liberalizzazione. Armati di fischietti, trombe e tamburi hanno gridato la loro rabbia contro un provvedimento legislativo che, a detta loro, cancellerebbe “un`intera categoria di lavoratori, sfascierebbe una rete distributiva strategica per il Paese, ingannerebbe i consumatori sui futuri effetti dell`iniziativa“. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dall`ufficio di presidenza della Camera ma il ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani ancora non ha accettato di incontrare i rappresentanti sindacali di categoria. Secondo i gestori dei distributori di benzina, allo sciopero di 48 ore iniziato ieri sera, ha aderito quasi la totalità della categoria. Il 92% in Italia, con punte del 95% a Roma. Solo in Veneto e in Trentino, la defezione allo sciopero ha raggiunto il 60% ma la colpa è stata di una spaccatura interna al sindacato. Distributori in servizio, invece, in Sicilia, dove la protesta è stata sospesa perchè la Regione a statuto speciale ha aperto alle richieste della categoria. “In autostrada – sostiene Luca Squeri, presidente nazionale della federazione dei gestori di impianti di carburante – molti benzinai sono stati precettati. Per garantire il servizio minimo, abbiamo disposto di aprire un erogatore per ogni tipo di carburante“. Federconsumatori, Adusbef e Codacons, che stanno monitorando la situazione, non segnalano per il momento grandi disagi. Il Codacons avverte però che anche stamani sono giunte al`associazione dei consumatori mail di lamentele da parte di cittadini che ieri hanno dovuto fare lunghe file ai distributori per riempire il serbatoio.

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