15 Agosto 2013

Chiusano S.Domenico, rivolta contro l’ Enel «Salti di tensione: elettrodomestici in tilt»

Chiusano S.Domenico, rivolta contro l’ Enel «Salti di tensione: elettrodomestici in tilt»

Francesca des Loges CHIUSANO SAN DOMENICO. Un’ intera contrada rurale senza corrente elettrica: pronta una class action contro l’ Enel. «Solo oltre dieci anni che riceviamo una fornitura di energia da terzo mondo subendo danni economici e per la salute pagando, invece, le bollette come tutti gli altri» a parlare con amarezza e rabbia è il geometra Arcangelo Reppucci in rappresentanza dei cittadini residenti in contrada Triggio Saudoni di Chiusano San Domenico che dal 1999 chiedono all’ azienda di potenziare l’ energia erogata portandola da 100 a 220 volt. Non si contano più, infatti, gli elettrodomestici bruciati a causa dei continui sbalzi di tensione, gli alimenti andati a male nei frigoriferi e nei congelatori spenti per ore e i disagi accentuati, soprattutto in inverno, per la mancanza di luce, acqua calda e riscaldamento. Danni a cui si aggiunge il rischio dello scoppio delle caldaie a camino, tipiche delle zone rurali, e i pericoli per la salute: «ci sono bambini e anziani che non riescono nemmeno a fare l’ aerosol ? continua Reppucci ? più volte abbiamo chiesto, con lettere protocollate, un adeguamento ai responsabili dell’ Enel e un riconoscimento dei danni subiti, ma nessuno ci ha mai nemmeno risposto. A settembre avvieremo azioni legali tramite class action in accordo con la Codacons». Una situazione aggravatasi qualche giorno fa, quando è andata in fiamme la cabina di trasformazione installata appena sei mesi prima e che riusciva a sopperire, seppur in parte, ai disagi quotidiani delle circa 20 famiglie residenti nella contrada, a ridosso di Lapio, aumentando il voltaggio erogato: «dopo anni di lotta abbiamo avuto questa cabina ma è andata subito distrutta ed ora il carico elettrico è dirottato altrove riducendo la disponibilità energetica per altre famiglie. Paghiamo come tutti ma riceviamo la metà del servizio». Pronta, quindi, per settembre una class action sostenuta anche dal Codacons: «questa è una contrada ripopolata con ristrutturazioni e nuove costruzioni ? aggiunge Reppucci ? è necessario rinforzare la linea elettrica e le infrastrutture fatiscenti che spesso sono messe fuori uso anche solo per un po’ di vento o pioggia». Difficoltà quotidiane, di cui anche il Comune è stato informato, che rendono impossibile svolgere azioni semplici come «accendere lampadine al neon, utilizzare frigoriferi e forni che vanno in cortocircuito perché si accendono e spengono in continuazione o utilizzare le lampade a risparmio energetico che non funzionano poiché il voltaggio è troppo basso ? conclude il geometra -. Addirittura a novembre, nei giorni dei morti, a causa dei lumini votivi accesi nel cimitero poco distante, siamo costretti a vivere tre giorni al buio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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