18 Novembre 2015

Chiusa l’ inchiesta su «GoInSardinia»

Chiusa l’ inchiesta su «GoInSardinia»
la procura della repubblica contesta l’ interruzione di pubblico servizio alla anek lines e a gian paolo scanu

di Giampiero Cocco OLBIA Interruzione di pubblico servizio. Questo il principale capo d’ accusa che la procura della Repubblica di Tempio ha contestato, in concorso tra loro, nell’ avviso di concluse indagini per i vertici della compagnia armatoriale greca “Anek Lines” e per il presidente della ex compagnia di navigazione GoInSardinia srl Gian Paolo Scanu. L’ indagine, coordinata e seguita dal capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, riguardava l’ abbandono, in piena stagione estiva, di oltre 12 mila passeggeri al loro destino dopo la defaillance economica della società di navigazione sarda GoInSardinia, dichiarata fallita pochi mesi fa dal tribunale di Tempio. Tutto era nato alla fine di agosto del 2014 quando il traghetto greco El Venizelos, una motonave noleggiata da GoInSardinia e che faceva la spola tra Olbia-Livorno, venne ritirata dal servizio dalla compagnia greca (gli armatori sono un gruppo di imprenditori originari dell’ isola di Creta) lasciando a terra migliaia di passeggeri, intere famiglia che avevano trascorso le vacanze nell’ isola o si apprestavano a farlo. Per correre ai ripari ed evitare problemi di ordine pubblico sui moli dell’ isola Bianca venne approntato, dalla direzione marittima, un comitato di crisi che gestì il flusso degli oltre dodicimila passeggeri, con auto al seguito, erano rimasti senza passaggio ne biglietti. Tutti i turisti vennero sistemati nelle navi in partenza da Olbia o Livorno dopo aver pagato per la seconda volta i biglietti, non essendo stati “riprotetti” da GoInSardinia, rimasta a secco di liquidità. Cessata l’ emergenza l’ indagine penale, affidata agli uomini della polizia giudiziaria della guardia costiera, proseguì con l’ individuazione dei referenti della “Anek Lines” (l’ amministratore delegato e il responsabile dell’ ufficio noli), i quali vennero iscritti sul registro degli indagati per interruzione di pubblico servizio avendo ritirato, senza preavviso, il traghetto dalla rotta Olbia Livorno e viceversa. Un reato nel quale rimase implicato anche il presidente della società di navigazione GoInSardinia, un sodalizio di imprenditori sardi che, con la gestione di un traghetto, aveva cercato di rompere il monopolio del trasporto marittimo. Nella vicenda intervennero anche i legali di Codacons, l’ associazione a tutela dei consumatori che intentò una class action alla GoInSardinia per il risarcimento dei danni materiali e psicologici in nome e per conto di oltre un migliaio di passeggeri i quali che avevano aderito all’ iniziativa giudiziaria. Il sequestro preventivo per 500 mila euro disposto dal giudice civile Elisabetta Carta non andò buon fine in quanto nessun bene venne reperito negli uffici di Santa Teresa e Olbia di GoInSardinia della fallita società di navigazione amministrata da Gian Paolo Scanu. Il quale, a sua volta avrebbe avviato una causa internazionale contro la Anek Lines. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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