28 Luglio 2016

Chiusa in auto al sole per 4 ore Muore una bimba di 18 mesi

Chiusa in auto al sole per 4 ore Muore una bimba di 18 mesi

Gabriele MasieroLIVORNONon ce l’ ha fatta la bambina di 18 mesi «dimenticata» martedì a Vada, in provincia di Livorno, in auto dalla madre per circa quattro ore: ieri, dopo un giorno di agonia, è morta all’ ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove era stata ricoverata in condizioni disperate. I genitori della piccola sono stati al suo capezzale fino alla fine e adesso non si danno pace. A cominciare dalla madre, che molto probabilmente sarà iscritta dal pubblico ministero Massimo Mannucci nel registro degli indagati con l’ accusa di omicidio colposo. È stata lei, martedì mattina, a dimenticare la figlia e a raccontare poi ai soccorritori di averlo fatto per colpa di «un vuoto di memoria improvviso». Ora ci sarà anche da affrontare il calvario dell’ iter giudiziario, compresa la probabile autopsia della bambina per definire con certezza la causa della morte. Quella di martedì doveva essere una giornata come tutte le altre e invece per i genitori della piccola è diventata un incubo: la mamma come ogni mattina avrebbe dovuto accompagnare le figlie rispettivamente al campo estivo e all’ asilo nido, prima di recarsi al lavoro. E invece ha lasciato solo la più grande, di sei anni, mentre la più piccola è rimasta in auto. Quando ha parcheggiato la macchina per andare a lavoro si è dimenticata di lei, lasciandola nell’ abitacolo della vettura trasformatosi in breve in un «forno» a causa delle elevate temperature di questi giorni. Martedì si erano superati già prima di mezzogiorno i 30 gradi. Quando, intorno all’ ora di pranzo, la donna è tornata alla macchina, ha visto la figlia priva di coscienza, reclinata sul seggiolino e ha subito dato l’ allarme. Ha seguito in una corsa disperata la sua bimba in ospedale, prima a quello di Cecina e poi al pediatrico fiorentino Meyer. È cominciata una corsa contro il tempo, purtroppo conclusasi ieri nel peggiore dei modi. I genitori hanno acconsentito a donare gli organi. La notizia ha alimentato anche qualche polemica. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha spiegato: «Da tempo chiediamo misure in grado di evitare simili episodi e salvare la vita ai bambini, e in particolare abbiamo avanzato una proposta alle case costruttrici di automobili. Oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici che mettono in allarme il guidatore su diversi fronti: cinture di sicurezza non allacciate, fari accesi, portiere aperte, freno a mano tirato, serbatoio in riserva. È necessario anche un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bambini o con le cinture di sicurezza posteriori, in modo che, quando il motore viene spento oppure il guidatore apre la portiera, ma la cintura posteriore sia ancora allacciata, scatti immediatamente l’ allarme». Proposta condivisa anche da Sinistra Italiana che ricorda: «Giace in Parlamento dall’ ottobre 2014 una nostra proposta di legge per affrontare il problema: appare quanto mai urgente introdurre nuove disposizioni nel codice della strada, in forza delle quali diventi obbligatorio adottare un sistema di allarme che segnali la presenza del bambino nel seggiolino del veicolo e scongiuri possibili e inspiegabili tragedie».Una tragedia simile avvenne nel giugno 2013 a Piacenza, dove morì un bimbo di due anni lasciato in auto sotto il sole per otto ore. Il padre del piccolo, Andrea Albanese, indagato e poi prosciolto perché in quel momento fu colpito da amnesia dissociativa, da allora si batte perché nelle auto vengano inseriti dispositivi anti-abbandono. o.
gabriele masiero

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