Chiudono le aule, aprono i cantieri «Da luglio lavori in 4mila istituti»
Silvia Mastrantonio ROMA «CENTODIECI anni? Noi faremo molto prima». Il sottosegretario all’ Istruzione con delega all’ edilizia scolastica, Roberto Reggi, respinge le pessimistiche previsioni elaborate dal dicastero delle Infrastrutture alla fine del 2013. L’ ipotesi riguardava i tempi necessari per mettere in sicurezza tutte le scuole. «Il governo conosce bene la situazione e abbiamo in programma 8.200 interventi solo per il 2014. Poi, a inizio 2015, ne partiranno altri 11mila. Solo quest’ anno interverremo su un quarto delle scuole. Nel 2015 arriveremo a un terzo e, a fine anno, avremo interessato 3 milioni di studenti». Il Censis dipinge un quadro fosco. «È tutto noto da tempo e non ci coglie impreparati. Il governo Renzi ha messo l’ edilizia scolastica come priorità e impostato un programma di interventi di tre tipologie differenti: dalla piccola manutenzione alla grande costruzione. In due anni 450 milioni di euro per impianti, decoro e ripristino funzionale con stanziamenti che saranno gestiti direttamente dai dirigenti di istituto. Da luglio saranno interessati circa 4.000 plessi. Altri 8.000 saranno coinvolti nel 2015. Sempre nel corso dell’ estate, poi, partiranno 2.700 interventi di manutenzione straordinaria più importanti grazie alla riprogrammazione di risorse su graduatorie esistenti. L’ investimento è di 400 milioni di euro». I dirigenti scolastici lamentano procedure farraginose e oscure. «Stiamo lavorando per snellire le procedure con la creazione, attraverso una gara Consip, di gruppi di ditte standard da impiegare a livello provinciale. Il nostro obiettivo è semplificare». La terza tipologia a cui faceva riferimento? «Interventi di ristrutturazione importanti e nuove costruzioni per un valore medio di 1 milione di euro ciascuno per un investimento totale di 1 miliardo e 200 milioni grazie allo sblocco del Patto di stabilità. Siamo al lavoro con Comuni e province». Il Codacons che, proprio sulla scuola ha vinto la prima class action italiana, cita sentenze del Tar e del Consiglio di Stato contro il Miur. In altre parole: non c’ è scelta, si deve intervenire. «Hanno ragione. Tutto questo riguarda l’ Anagrafe dell’ edilizia scolastica che è legge dal ’96. Aspetta da 18 anni. Ci consentirà di programmare le risorse previste dal fondo sviluppo e coesione 2014-2020 sugli interventi futuri. L’ Anagrafe sarà la fotografia dell’ esistente e dello stato di avanzamento dei lavori di ogni anno». Tra i tanti problemi c’ è anche quello del dispendio energetico. È un tema presente in questo progetto di riordino? «Stiamo lavorando con il ministero dell’ Ambiente e presto vareremo un decreto con risorse significative». Tra fondi stanziati e quelli raggranellati si parla di un totale di 3,7 miliardi.
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