28 Dicembre 2013

«Chiudo il maglificio, mi arrendo»

«Chiudo il maglificio, mi arrendo»

Dopo trent’ anni di lavoro nel maglificio di famiglia ha gettato la spugna Alessandra Orsi. Ma n on per codardia o per paura. Per vera e propria impossibilità. Ha provato in tutti i modi ad andare avanti, ma più lottava più il mondo attorno respingeva la sua battaglia. «Ho riconsegnato la partita Iva dicendo che se loro sono in grado di proseguire facciano pure. Io non riesco». Una storia, forse, come tante che però stavolta tocca il nostro territorio, quello della prima periferia fidentina. «Il nostro era un laboratorio artigianale. Abbattuto dalla concorrenza cinese». Si è accodata alla battaglia di Luigina Ollari sin dall’ inizio: le ha espresso solidarietà, le ha garantito appoggio. È scesa in piazza a Salso durante la serrata nazionale, ed ora sostiene i forconi.? p.t. dopo giorno» osserva Luigina Ollari. Lei, cheha avviato il percorso di protesta pacifica decidendosi decisa a pagare solamente quanto riesce con l’ entrata del cassetto del proprio negozio senza chiedere «aiuti» alle banche, è diventata nel corso dei mesi il punto di riferimento dei tanti salsesi messi alle strette dalla tassazione insopportabile. Per questo sta sostenendo il movimento dei forconi anche on line per pubblicizzare la protesta che dal 9 dicembre sta presidiando il casello autostradale di Parma. «È una reazione legittima – spiega Luigina – un modo pacifico, per portare la nostra situazione agli occhi del paese. Problemi che sono di tutti e che solo stando uniti possiamo affrontare». Il suo pensiero va sempre ai tanti imprenditori suicidi per la crisi. «Il 24 dicembre, la Vigilia, c’ è stato il funerale del figlio di due presidianti. Suicida anche lui come tanti. Potrebbe essere nostro figlio». Ed è lei che parla anche a nome di chi non vuole, per pudore, metterci lafaccia. «Perché è difficile ammettere di non farcela: non tutti riescono a digerire questo peso. Ma io li capisco e sostengo tutti». È conscia del fatto che qualcuno debba pur cominciare. «Abbiamo in pochi mesi raggiunto piccoli traguardi, che speriamo si materializzino a breve». Il tempo stringe: è di poche ore fa la notizia della chiusura di altri 5 negozi, oltre a quelli che già l’ avevano annunciato, entro la fine dell’ anno. Ed il 2013 finisce martedì. «Stiamo perdendo pezzi, uno dopo l’ altro per un sistema fiscale che ci deruba ogni giorno. Il mio obiettivo è l’ abbattimento degli studi di settore. E ci riuscirò. Sono anticostituzionali. Per questo tramite la Codacons di Fidenza stiamo chiedendo un incontro per capire come muoverci supportati».

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