«Chiudete quei varchi, o sarà il caos»
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fonte:
- Il Messaggero
«Chiudete quei varchi, o sarà il caos»
In procura un dossier del nucleo speciale auto clonate: «L?occhio elettronico sbaglia le letture»
«Chiudete immediatamente i varchi elettronici perché fanno troppi errori». La richiesta è arrivata negli uffici della Procura di Roma. E a presentarla non è stata un?associazione di difesa dei consumatori, nè i rappresentanti sindacali dei vigili urbani. A sparare a zero sul sistema che vigila sulla Zona a Traffico Limitato della Capitale è stato direttamente l?ufficio nazionale ?ricerche auto clonate“, gestito da una squadra speciale della polizia municipale di Napoli a cui fanno riferimento tutte le procure d?Italia.
Da quando è stato istituito, infatti, l?ufficio ha aperto 5.676 fascicoli relativi ad altrettanti cittadini che hanno ricevuto multe in strade o città della penisola dove non sono mai stati. Di questi circa 1.800 riguardano infrazioni effettuate nella Capitale: 1.495 rilevate dagli occhi elettronici del sistema Iride e circa 300 (per divieto di sosta) da normali vigili urbani. Così gli agenti partenopei hanno avviato tutti gli accertamenti. Sono venuti a Roma, hanno visionato una dopo l?altra le pratiche e le fotografie. E alla fine sono arrivati alla conclusione che le 300 multe fatte dai vigili riguardano effettivamente auto clonate ma il resto (come già avevano denunciato il Codacons e il sindacato della polizia municipale Ospol) sono errori di lettura, sia del sistema elettronico che dei vigili romani che supervisionano il sistema.
«Vi rendete conto? – spiega Antonio De Felice, l?ispettore della polizia municipale di Napoli che coordina l?ufficio auto clonate – Ben 1.495 persone che abitano lontano dalla Capitale si sono viste arrivare la multa a casa e, sapendo di non avere colpe e pensando che si trattasse di targhe clonate, hanno denunciato l?accaduto alla polizia o ai carabinieri. Sono così scattati una valanga di procedimenti nelle varie procure (di Milano, Brescia, Monza, Venezia, Trieste, Como, Torino tra le altre ndr) che poi sono confluiti nel nostro ufficio». Ma la colpa di chi è? «Ci sono responsabilità del sistema che non funziona perfettamente – spiega De Felice, 48 anni – ma anche dei vigili che non hanno effettuato i dovuti confronti tra la foto della targa e la combinazione rilevata dal computer. E poi c?è la responsabilità di chi ha permesso tutto questo e continua a permetterlo».
Insomma: disagi per tanti italiani costretti a denunciare l?accaduto e a ricorrere al Prefetto o al giudice di pace, e a sborsare una cifra non indifferente (la multa per violazione ai varchi elettronici romani è di 65,59 euro e raddoppia se il ricorso non viene accettato).
Ma a tutto questo bisogna aggiungere anche il lavoro ?a vuoto“ degli investigatori napoletani. L?ufficio ?ricerche auto clonate“ è stato istituito dal generale Giosuè Candida, comandante dei vigili urbani di Napoli, nonché una delle tante vittime della clonazione delle macchine. I suoi uomini dal 4 aprile di quest?anno hanno lavorato duro ed evidentemente non hanno mandato giù la perdita di tempo causata dal corto circuito dei varchi elettronici all?ombra del Colosseo. Così hanno stilato un minuzioso dossier che proprio in questi giorni è arrivato ai magistrati della Procura di Roma. Il documento, riservatissimo, chiede l?immediata interruzione del sistema elettronico che presidia il centro storico della Capitale ma anche l?individuazione dei responsabili degli errori.
Le storie sono le più disparate: la donna di Bergamo che nonostante la sua “126“ fosse già rottamata da tempo ha ricevuto una bella multa rilevata nei pressi di Fontana di Trevi; poi c?è la signora di Nuoro che è stata sanzionata a Roma ma lei, in vita sua, non è mai uscita dalla Sardegna ; e la denuncia di Nicola di Chioggia che scrive: «Dichiaro di non essermi mai recato a Roma e quindi non potevo accedere, il giorno 17 gennaio 2002 alle 9,54 in via XX Settembre (varco numero 20), alla zona a traffico limitato».
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