22 Gennaio 2008

Chiude il portale sul turismo, gettati sette milioni di euro

Chiude il portale sul turismo, gettati sette milioni di euro
Doveva garantire al Bel Paese la vetrina digitale per recuperare quote di mercato

Annunciato dall`allora ministro per l`Innovazione Lucio Stanca il 31 marzo 2006, rilanciato in una versione sperimentale esattamente un anno dopo dal vicepremier con delega al turismo Francesco Rutelli, definito “irrecuperabile“ e segnalato alla Corte dei Conti dallo stesso ministro nell`ottobre successivo, il portale Italia.it ha chiuso definitivamente i battenti dopo quasi due anni di vita stentata e claudicante, almeno a giudicare dalla critiche giunte da utenti e operatori, ma in cui l`impresa ha comunque assorbito almeno sette dei 45 milioni di euro stanziati per un progetto che doveva garantire al Bel Paese la vetrina digitale indispensabile per recuperare le quote perdute sul mercato turistico mondiale. Ieri la conferma da parte del capo dipartimento Innovazione Ciro Esposito, di una notizia che era nell`aria già da tempo: dopo un`ultimo periodo di ripensamento, e scaduto il 31 dicembre il contratto con un raggruppamento di imprese guidato da Ibm, dal primo gennaio sono state avviate le procedure di chiusura. Ma ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro, assicura, anche se “bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore“. Benchè annunciata da tempo, la notizia ha suscitato varie reazioni critiche da parte del centrodestra che chiede a questo governo di rispondere dei fatti (“Il ministro Rutelli è il curatore fallimentare del turismo italiano“, accusa l`esponente di An Nicola Bono), mentre il Codacons ha annunciato un proprio esposto alla Corte dei Conti. Tanto che l`ufficio stampa di Rutelli ha diffuso una nota per invitare chi cercasse “responsabilità per l`inefficacia della soluzione tecnologica e l`incongruità dei finanziamenti“ a rivolgersi “al governo della passata legislatura“. Proprio per le pressioni che giungevano a non far cadere il portale, si spiega per conto del vice-premier, quest`ultimo e il ministro Luigi Nicolais avevano scelto di tentare l`avvio.

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