10 Agosto 2003

Chiti, una doppia attesa



SIENA ? Tufo, protocollo, le commissioni veterinarie, mossiere. Un melting pot di argomenti che il sindaco Maurizio Cenni affronta dopo essersi intrattenuto con il trio del Ceppo, impegnato nel secondo giorno di visite. Accompagnato dall`assessore Fabio Minuti, si è materializzato alla clinica del dottor Ciampoli poco dopo le 8.
Monitoraggio del tufo.
«La siccità di questi giorni rappresenta un ulteriore elemento probatorio, condizioni come queste non si erano finora mai verificate, aiuteranno ad avere un quadro completo. Di fatto è lo scopo della procedura: un protocollo che si applica in qualsiasi situazione. Quest`anno si conclude il monitoraggio, penso che in seguito basterà magari una consulenza una volta all`anno».
A luglio Cenni aveva lanciato alle dirigenze un appello alla calma.
«Lo considero valido per tutto l`anno, si parla con persone adulte. Quanto detto per luglio vale anche per agosto. Nel caso sia sfuggito, ognuno sappia a cosa rischia di andare incontro».
Nella riunione con capitani e priori delle 17 prima della presentazione del Palio erano state comunicate nuove disposizioni per rendere agevole l`ingresso in Piazza.
«Ha funzionato mettere i vigili come cordone, lo faremo anche ad agosto sapendo comunque che l`afflusso di turisti è maggiore, per cui avremo un tipo di risposta leggermente diversa».
La grandinata di agosto 2002 è servita?
«La sensazione, nei giorni che precedono la Festa, spesso viene smentita dallo svolgimento dei quattro giorni. L`unica riflessione è che se non è servita la grandinata, cosa c`è, l`uragano?»
Con il nuovo prefetto?
«Abbiamo scambiato poche battute, tuttavia mi sembra che abbia già evidenziato che il meccanismo è oleato, funziona da anni, si possono riapplicare le stesse procedure. Quanto alla riunione della commissione ordinaria, sarà il 12 alle 18,30».
Protocollo chiacchierato dai capitani: difformità di giudizio fra le due commissioni?
«I capitani devono cominciare, non solo in inverno ma anche durante il Palio, a sintonizzarsi bene su entrambe perché non possono chiedere che siano disgiunte e poi… Il gioco diventa fastidioso. Secondo punto: non vedo cosa interessi alle dirigenze del protocollo, che è un meccanismo di incentivazione, dovrebbe guardare con attenzione il momento della previsita. Se continuano a confondere queste due fasi evidentemente qualcuno non è ben sintonizzato. E allora è bene lo faccia».
La separazione funziona?
«Ogni cosa è sperimentale. Quest`anno le abbiamo tenute divise, poi ci possono essere momenti di congiunzione fra le due ma, sia chiaro, perseguono due scopi diversi: il protocollo dura e serve per incentivare un tipo di cavallo che si adatta meglio alla Piazza. Bisognerebbe stare attenti al fatto che mentre spesso noi viviamo in una condizione autoreferenziale e non pensiamo a quello che succede oltre le mura, al di fuori esistono sensibilità sulla tutela dei cavalli che si sviluppano in maniera più marcata rispetto alle modalità della Lav o dei vari Codacons. I capitani si devono sforzare di avere una continuità di impostazione con i predecessori ricordandosi, magari, perché è nato il protocollo. Occorre dare a tutti la certezza che avendo svolto attività di prevenzione abbiamo le carte in regola sufficienti per continuare a fare il Palio: se i capitani lo dimenticano è un problema. Allora non serve nemmeno la riunione dei 17 priori, ma corsi di approfondimento».
Il mossiere?
«In bocca al lupo. Le premesse per fare bene ci sono, poi esistono tre giorni e mezzo di addestramento e un esame senza appello. Ne sa qualcosa Capozzella».



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