23 Maggio 2015

Chiesti gli atti a “Palazzo Razza”

Chiesti gli atti a “Palazzo Razza”

LA lista di persone ed enti coinvolti è lunga. Comune, Provincia, Regione, forze dell’ ordine, Asp, Wwf, finanche i cinque candidati alla carica di sindaco della città. Oggetto dell’ esposto che Codacons per conto dell’ avvocato Claudio Cricenti, ed Adoc nella persona del collega Paolo Fuduli hanno presentato nei giorni scorsi, la questione rifiuti con la diffida ad assicurare il servizio e l’ istanza di accesso agli atti. Si parte, e non poteva essere altrimenti, dalla grave situazione emergenziale in atto non solo nel capoluogo ma anche nelle frazioni provocata da «un vero e proprio collasso nella raccolta dei rifiuti solidi urbani che ha determinato – come in occasione dell’ estate scorsa – l’ accu mulo di una gran quantità di immondizia in diverse zone del centro abitato con il riversamento, in strada e nell’ aria, di sostanze nocive. Nonostante ciò il Comune in maniera del tutto illegittima aveva inviate richieste di pagamento per la Tari 2014 richiedendo paradossalmente l’ intero importo, come se nulla fosse successo». Ancora oggi, la gestione reale del sistema di raccolta nel territorio cittadino, nonostante le intenzioni più volte manifestate dal Comune di avviare la differenziata, si caratterizza dal continuo ricorso alla discarica che «doveva essere l’ extrema ratio, non la regola». La situazione in atto oggi deriva, rimarcano Coda cons e Adoc, dal «discontinuo svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti ma, poiché è prioritario assicurare lo stesso e, quindi proteggere la salute e l’ ambiente, l’ attuale stato dello stesso è tale da far crescere il timone che il mancato avvio della Differenziata, le problematiche connesse al già grave ricorso alla discarica, sono circostanze che impongono per il principio di precauzione l’ adozione di comportamenti prepo sti a tutelare la cittadinanza quei rischi, anche solo potenziali, di pericolo per la salute e l’ ambiente». Tra l’ altro, a «dispetto di quello che fino ad oggi ha asserito l’ amministrazione comunale, esistono molteplici documenti provenienti dalle autorità sanitarie che, a chiare lettere, riconoscono come “il deposito indiscriminato di rifiuti nel tessuto urbani rappresenti soltanto la manifestazione più evidente ed angosciante di una problematica che sottende invece gravi ripercussioni igienico -sanitarie ed ambientali con le conseguenti tensioni sociali”». Sulla base di queste, ed altre, argomentazio ni, le due categorie a difesa dei consumatori chiedono l’ accesso agli atti all’ Asp di Vibo al fine di conoscere documenti, note, provvedimenti emessi in relazione alla situazione di abbandono indiscriminato di rifiuti per strada nella città; alla Regione per lo stesso motivo con l’ ulteriore specifica in ordine all’ amontare dei conferimenti in discarica consentiti giornalmente al Comune di Vibo e le richieste di ampliamento, eventualmente pervenute, nonché le lettere di sollecito, da parte sempre della regione, per avviare la differenziata ed evitare «ciò che dovrebbe essere meramente residuale ovvero il conferimento nel sito». Al Palazzo Luigi Razza l’ istanza riguarda anche le istruttorie avviate per vagliare i rischi per la salute e per l’ ambiente «essendo evidentemente ed ampiamente consapevole delle potenzialità pregiudizievoli derivanti dal “deposito indiscriminato di rifiuti nel tessuto urbano”, nonché i documenti di resoconto di auspicate azioni finalizzate a censire le strade com mag giore presenza di immondizia e le azioni avviate per sollecitare la ditta incaricata a svolgere la differenziata; inoltre richiesta di visionare ogni altra possibile comunicazione e documentazione che riguardi l’ attuazione dell’ obbligo di assicurare un servizio efficiente». In particolare si chiede di conoscere le comunicazioni con le quali la ditta deve adempiere all’ obbligo di presentazione, tra il decimo e il 15esimo giorno di ogni mese di un prodotto riassuntivo di ogni conferimento del mese precedente effettuato negli impianti di smaltimento; quelle con le quali l’ amministrazione comunale ha assolto al suo obbligo di controllare in qualsiasi momento l’ andamento dell’ esecuzione delle prestazioni ed i risultati raggiunti; le note con le quali eventualmente si sono confermate o contestate le fatture, e quindi le determine di liquidazione; eventuali sanzioni comminate alla ditta in caso di mancato rispetto delle prescrizioni sugli scarichi abusivi. Altra richiesta sempre al Comune – Ufficio Affari generali – è relativa ai provvedimento emessi in relazione agli aspetti contabili e di bilancio in ordine alla Tari e Tares, il regolamento del 2014 (rideterminazione della tariffa e quindi l’ ammontare del gettito che ha determinato la Tares). Infine le due associazioni di categoria diffidano sempre l’ amministrazione di palazzo Luigi Razza ad adottare ogni azione necessaria ad assicurare la raccolta dei rifiuti, l’ avvio definitivo e totale della differenziata e l’ individuazione di soluzioni alternative; a rideterminare la Tari del 2014, quella del 2015; a verificare lo stato della raccolta dei Rsu, la presenza delle gabbie dei tonni sulla spiaggia di Bivona e, in esito negativo, avviare l’ attività di eliminazione, e infine lo stato delle attività di manutenzione, cura e pulizia delle aree verdi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA tato in modo efficiente ed efficace e che i risultati siano, ovviamente, nell’ interesse superiore della collettività».
 

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