7 Ottobre 2005

Chiedono mutui aprono conti, prelevano Tutto a nome altrui




PERDI la carta d?identità o quella di credito? Un truffatore potrebbe trovarla e usare i tuoi dati per ottenere una qualsiasi forma di finanziamento. Tu risulteresti insolvente e nessun ente finanziatore, tantomeno una banca ti concederebbe più un fido. Si chiama «frode da impersonificazione» ed è un fenomeno in costante aumento soprattutto a causa della crescita esponenziale di richieste di credito al consumo e di una maggiore facilità di ottenere finanziamenti anche presso i punti vendita. Colpisce indistintamente uomini e donne, giovani e anziani ma il picco è tra i 36 e i 60 anni di età mentre il centro e il sud d?Italia sono le zone più a rischio. Soltanto nel Lazio dal 2003 al 2004 i casi in cui si è verificato un furto d?identità sono raddoppiati. Oggi la percentuale si attesta attorno al 20% rispetto al totale dei casi di frodi creditizie. Roma e Latina le province dove si registra la casistica più alta. L?analisi è del Crif (Centrale Rischi Finanziaria) che attraverso l?Osservatorio sulle Frodi Creditizie ha evidenziato come i tentativi di frode attraverso l?utilizzo delle carte di credito siano passati a livello nazionale dal 13% del 2003 al 16% del 2004 e come nel solo 2004 le richieste di credito sospette intercettate dal Sistema Antifrode realizzato dal Crif sono state pari a 1,4 miliardi di euro, coinvolgendo 191.000 cittadini che hanno subito un tentativo di furto d?identità. Nei primi mesi di quest?anno i documenti smarriti e rubati trovati dalla banca dati del Ministero dell?Interno sono cresciuti del 50% mentre già 170 cittadini hanno scoperto che è stata attribuita loro una richiesta di finanziamento mai effettuata. In particolare è l?appropriazione indebita di generalità altrui il fenomeno che più espone il consumatore a tentativi di frode da parte di sconosciuti e talvolta perfino conoscenti. Nel 92% dei casi ad essere oggetto di falsificazione è l?indirizzo, mentre per la restante percentuale sono le generalità e il documento. Il meccanismo è semplice: il truffatore si presenta alla banca o all?istituto di credito per chiedere un finanziamento con dati anagrafici altrui, utilizzando un documento rubato o falsificato. I tempi di istruttoria sempre più ristretti non consentono spesso di fare le verifiche necessarie così il finanziamento viene erogato a nome di una persona diversa da quella che lo ha richiesto e che risulterà a sua volta insolvente. «Difendersi non è affatto semplice ? spiega Enrico Lodi, direttore generale del Crif ? anche perché spesso la vittima della frode viene a scoprire il fatto solo quando si rivolge ad un istituto di credito per ottenere un finanziamento. Per questo oltre a raccomandare una certa attenzione a non smarrire documenti o carte di credito ci siamo fatto promotori di un protocollo di intesa con il Codacons». Il protocollo che è stato firmato ieri durante un seminario giuridico sulle frodi creditizie, ha l?obiettivo di tutelare i consumatori vittime inconsapevoli di frode, fornendo un aiuto pratico per contrastare in maniera concreta la sottrazione dei propri dati personali da parte di ignoti. «I cittadini iscritti al Codacons ? sottolinea l?Avv. Gianluca Di Ascenzo, direttore dell?Ufficio legale nazionale Codacons ? in caso di contratti di finanziamento sospetti di frode, dopo la presentazione della denuncia di truffa alle autorità competente, potranno dare mandato al Codacons per ottenere in via cautelativa la segnalazione su Eurics, il Sistema di Informazioni creditizie di Crif, del fatto che sul finanziamento pende una denuncia per truffa». In questo modo banche e finanziarie potranno avviare le necessarie verifiche per accertarsi che il contratto di finanziamento sia stato realmente oggetto di truffa e condividere tra loro tale importante informazione. Non solo. Come ulteriore strumento di tutela la segnalazione di Eurics consentirà a banche e finanziarie di gestire questo «allerta» per proteggere il consumatore da possibili frodi future.

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