«Chiedete tutti i risarcimenti»
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fonte:
- Gazzetta di Modena
il codacons invita i cittadini a presentare denuncia: «ormai è una storia infinita»
«La storia oltre che essere infinita nel caso delle buche in tangenziale … è ripetitiva». Così Fabio Galli, il presidente regionale del Codacons, sulla tangenziale colabrodo. Il suo intervento è un caloroso invito ai cittadini ad andare a denunciare il danno subìto. «Un tratto di tangenziale pieno di buche, sempre le stesse perché è fin troppo evidente che le “pezze” che ogni tanto vengono applicate non sono un appropriato rimedio definitivo – inizia Galli – Pochi giorni e il traffico intenso, rimuovendo quella sorta di catrame fatto attaccare con i pneumatici delle stesse auto in transito (che il più delle volte si attacca più alla carrozzeria delle auto che al manto stradale), fa riemergere le stesse buche. Buche che in questi giorni, a causa delle piogge si sono allargate e riempite d’ acqua diventando in alcuni tratti invisibili. Questo le rende delle vere e proprie trappole, anche per chi rispetta i limiti di velocità. Buche-trappola che, come spesso ha sentenziato la Corte di Cassazione, in caso di incidente, potrebbero costituire motivo di risarcimento da parte della pubblica amministrazione». «La rabbia degli automobilisti che ci hanno segnalato quel percorso “da fuori strada” è accentuata dal fatto che, terminato il tratto di competenza comunale, nel tratto gestito dall’ Anas, il manto stradale è in buone condizioni. Tutto questo alla faccia degli enormi incassi dovuti alle multe che dovrebbero essere utilizzati anche per la sicurezza stradale e dunque per una ottimale manutenzione delle strade cittadine». Va ricordato comunque che il caso dell’ altra sera è avvenuto in un tratto Anas. «Il Codacons invita tutti gli automobilisti che hanno danneggiato la propria autovettura a chiedere di essere risarciti. Infatti la responsabilità della pubblica amministrazione, proprietaria di una strada pubblica, per danni subiti dall’ utente di detta strada, trova fondamento nella norma primaria del “neminem laedere ex art. 2043 c.c.,” in applicazione della quale essa è tenuta a far sì che la strada non presenti per l’ utente una situazione di pericolo occulto, cioè non visibile e non prevedibile, che dia luogo al trabocchetto o insidia stradale (Cassazione civile III sezione)».
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Sezioni:
- Rassegna Stampa
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