21 Dicembre 2018

Chiede una visita pneumologia «Ripassi ad agosto» Sit-in di protesta

il direttore generale giorgio simon «farò subito una accurata verificia»
LA PROTESTA PORDENONE Otto mesi per una visita pneumologica. «Ripassi il 2 agosto», si è sentito dire un 65enne di Pordenone che l’ 11 dicembre si era recato all’ ospedale Santa Maria degli Angeli per prendere l’ appuntamento. Quasi il paziente non voleva crederci: chiedendo spiegazioni del perché di tutta quell’ attesa, si è sentito rispondere che sino a quella data l’ agenda delle prenotazioni era piena. Se invece avesse optato per una prestazione medica a pagamento, allora in quel caso l’ appuntamento sarebbe stato garantito nel giro di pochi giorni. «E’ una situazione inaccettabile attacca Vitto Claut, presidente del Codacons del Friuli Venezia Giulia dal momento che una persona non può attendere 235 giorni per una visita specialistica. A maggior ragione se si tratta di sanità pubblica, che viene quindi pagata da tutti i cittadini». Claut, che ha ascoltato attentamente le rimostranze di quel 65enne, ha chiesto subito un incontro con Giorgio Simon, direttore generale dell’ Azienda sanitaria 5 del Friuli Occidentale. «Ancora attacca il presidente del Codacons non ho ricevuto alcuna risposta. So che in questo periodo il direttore è particolarmente impegnato con tutta una serie di appuntamenti ma è altrettanto vero che è inaccettabile che a Pordenone, per una visita pneumologica, una persona debba attendere 235 giorni. Per non parlare poi delle ripetute segnalazioni che ci sono arrivate in merito alle tempistiche, che oserei dire bibliche, per ottenere una prestazione oculistica». Per questo, a partire dalla settimana prossima, Claut, che non è nuovo a questo tipo di iniziative, avvierà all’ esterno del Santa Maria degli Angeli un sit-in di protesta. «Non avrei mai voluto arrivare a tanto attacca ma, dal momento che la situazione della nostra sanità invece di migliorare sta peggiorando a vista d’ occhio, credo sia arrivato il momento di lanciare un segnale forte. Chiedo la massima collaborazione di tutti, in particolare di quelle persone che, loro malgrado, hanno dovuto attendere diversi mesi prima di vedersi concedere un appuntamento per una visita all’ ospedale. Se sarà necessario, il sit-in proseguirà ad oltranza. Mi auguro che questa protesta possa andare ben oltre i confini regionali». Simon, dal canto suo, preferisce non sbilanciarsi: «Non conosco il caso specifico risponde il direttore generale e, proprio per questo, mi riserverò di fare le verifiche più opportune. C’ è da dire che, nonostante non abbia ricevuto segnalazioni particolari, solitamente per le prestazioni urgenti i tempi di attesa sono ridotti all’ osso. Nei prossimi giorni incontrerò il presidente del Codacons per capire, effettivamente, la situazione. E’ nell’ interesse generale snellire le tempistiche, dando la priorità a chi ne ha più bisogno, e, al contempo, migliorare sempre più la qualità dei servizi offerti». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alberto comisso

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