Chicago, atterraggio d’emergenza
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
ROMAUn volo Air One decollato da Chicago e diretto a Roma è rientrato all’aeroporto di partenza, poco dopo il decollo, per motivi di sicurezza legati ad un problema di pressurizzazione. La notizia dell’atterraggio d’emergenza è stata confermata da fonti della compagnia che hanno chiarito che si è trattato di una normale procedura precauzionale e che non c’è stato alcun rischio per i passeggeri. Il fatto è accaduto intorno alle 21 (ora italiana) di venerdì sera. Per tutti i passeggeri, superata la comprensibilissima apprensione e i momenti di paura, è stato organizzato il rientro in Italia su altri voli. Fumo denso in cabina Secondo le notizie trapelate in Italia da Chicago, in base a quanto sarebbe stato indicato dagli stessi membri dell’equipaggio, il problema sull’Airbus A330 di Air One (la compagnia italiana ora confluita nel nuovo gruppo Alitalia) si sarebbe verificato «in fase di decollo a circa 3.000 piedi» per il blocco di una turbina del sistema di un aerazione e pressurizzazione che avrebbe provocato «un notevole fumo denso che si propagava nella cabina pilotaggio e nella zona passeggeri». È stato quindi deciso di rientrare all’aeroporto di Chicago, a pochi minuti dal decollo, atterrando con «un notevole sovrappeso» per i serbatoi pieni di carburante. A bordo 240 passeggeri A bordo ci sarebbero stati circa 240 passeggeri oltre ai membri di equipaggio. «Vogliamo spiegazioni non solo sulle cause che hanno prodotto il fumo a bordo ma anche e soprattutto sull’impossibilità di utilizzare le mascherine per l’ossigeno». Così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commenta con una nota il caso dell’aereo che ha fatto rientro all’aeroporto di Chicago subito dopo il decollo. «In attesa di chiarimenti – sostiene – tutta la flotta della nuova Alitalia deve rimanere a terra e ogni singolo velivolo sottoposto a controlli straordinari, al fine di garantire la massima sicurezza dei passeggeri». In questi mesi, volare in America costa, tra l’altro, sempre meno. La crisi economica ha portato le compagnie aeree a rivedere i loro listini prezzi, e l’effetto è stato tale che i prezzi si sono quasi dimezzati. Come ha scritto il Washington Post, che ha condotto un’inchiesta tra le principali compagnie aeree Usa, oggi un volo interno di andata e ritorno negli Usa costa – ovunque uno si voglia spostare – meno di 300 dollari. «Se oggi paghi una somma superiore, allora paghi troppo» ha detto al quotidiano di Washington Rick Seaney, responsabile di FareCompare.com, un sito che tutela gli interessi dei «consumatori» negli spostamenti aerei. Stando a quanto calcolato dal sito, volare verso e dall’Europa con una compagnia americana costa oggi mediamente il 30% meno rispetto a un anno fa, con punte che superano il 50%.
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