15 Maggio 2012

Chiarito il debito di Martinelli Deve 2.400 euro

Chiarito il debito di Martinelli Deve 2.400 euro

L´assalto all´Agenzia delle entrate di Romano da parte di Luigi Martinelli, il 3 maggio scorso Romano di Lombardia Fabio Conti Duemilaquattrocento euro. A tanto ammonta, in realtà, il debito di Luigi Martinelli verso l’ Agenzia delle entrate ed Equitalia. Lo hanno verificato i carabinieri di Treviglio nell’ ambito degli accertamenti scattati dopo che, giovedì 3 maggio, il cinquantaquattrenne di Calcio si era barricato all’ Agenzia delle entrate di Romano, tenendo in ostaggio per sei ore uno dei dipendenti e che era stato poi convinto a desistere dal vicebrigadiere dell’ Arma Roberto Lorini. Inizialmente e in base ai primi elementi raccolti, la Procura aveva riferito di un debito di poco superiore ai mille euro (si era parlato di 1.400 euro per il canone Rai non pagato), mentre lo stesso Martinelli aveva confidato, dalla sua cella di via Gleno, ai deputati leghisti Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi, di aver accumulato qualcosa come 44 mila di debiti per tasse non pagate dal 2001, in merito al canone della tivù e al Consorzio di bonifica. Equitalia aveva poi smentito a stretto giro il maxi debito, riferendo che la somma che l’ imprenditore avrebbe ancora dovuto versare era, in realtà, soltanto di duemila euro. Ora i carabinieri hanno appurato che la somma ammontava, per la precisione, a 2.400 euro, che risultano ancora da pagare all’ Agenzia delle entrate e a Equitalia. Nel 2001 Martinelli aveva anche ricevuto una cartella esattoriale di oltre 32 mila euro, pagati però il 9 ottobre 2003 con il condono. Resta da capire se Martinelli, il 3 maggio scorso, fosse ancora convinto di dover pagare un quantitativo superiore di tasse arretrate e, per questo, abbia deciso di barricarsi armato all’ Agenzia delle entrate di Romano. In realtà doveva una somma ben minore rispetto a quella da lui riferita ai due politici che gli avevano fatto visita. Il cambio del difensore Intanto, da ieri, Luigi Martinelli non è più assistito dall’ avvocato Stefano Paganelli: l’ incarico di difenderlo è stato infatti affidato all’ avvocato Giuliano Leuzzi, uno dei legali del Codacons di Roma. All’ indomani dell’ arresto, l’ associazione aveva infatti offerto la propria assistenza legale gratuita al cinquantaquattrenne di Calcio. Ieri Martinelli, attraverso i suoi familiari, ha deciso di avvalersi di questa possibilità. L’ imprenditore della Bassa deve rispondere delle accuse di sequestro di persona, minacce, sparo in luogo pubblico e porto abusivo di arma da fuoco. Nei prossimi giorni il legale del Codacons giungerà a Bergamo per incontrare il suo assistito e, assieme, pianificare il fronte difensivo. Dopo la convalida dell’ arresto da parte del gip, Martinelli è sempre rimasto chiuso in cella nel carcere di via Gleno a Bergamo. L’ imprenditore si trova in cella assieme a un altro detenuto: negli ultimi giorni è sembrato molto tranquillo a chi lo ha incontrato, pur consapevole delle pesanti accuse che gli vengono mosse. «Siamo sicuri che non voleva far del male a nessuno ? ha sottolineato la figlia Francesca ?: sono state dette e scritte molte cose su mio padre dal 3 maggio. La nostra è una famiglia normale, che non ama stare sotto i riflettori e, suo malgrado, si è trovata al centro dell’ attenzione: per ora preferiamo, per questo, non aggiungere altre parole, se non ribadire che siamo sicuri che non voleva far del male a nessuno, che siamo con lui e che gli vogliamo bene». Francesca Martinelli ha poi ammesso di non voler entrare nel merito di una vicenda «nemmeno a noi completamente chiara» e di aver fiducia nella giustizia. nascosto
 

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