7 Marzo 2021

Chiara Ferragni rules anche a Sanremo. E scoppia la polemica

 

“Non ci sto credendo”. Con questo tweet Fedez ha commentato l’inaspettato posizionamento nel terzetto da podio del 71esimo Festival di Sanremo, quello che ricorderemo tutti sia per la mancanza di pubblico che per il sottofondo di malinconia che non ha proprio voluto mollare il colpo, nonostante gli sforzi di Amadeus e Fiorello. A ogni modo, la presenza di Fedez e Francesca Michielin tra i papabili alla vittoria non è stata presa benissimo dai twittaroli, che hanno sostituito di diritto il posto dei fischiatori da platea (assenti per pandemia) dell’Ariston. E hanno postato messaggi del tipo: “ Mia moglie ha 22milioni di follower e purtroppo conta più il televoto del voto di gente che di musica ne capisce sul serio”, “Dormi sereno Federí, se vinci è solo per quello” o, ancora, “Sappi che se vinci il Codacons viene sotto casa tua con i forconi”. La replica di Fedez in conferenza stampa: “È mia moglie, che cosa vi aspettavate?”.

Perpò, effettivamente il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori aveva inviato un ammonimento dai microfoni dell’Adnkronos, sottolineando che avrebbe vigilato sull’imparzialità della gara, salvo poi tuonare che “il regolamento del festival prevede la par condicio per tutti gli artisti in gara, e se questa viene violata da interventi esterni atti ad alterare la classifica finale della kermesse, la stessa classifica rischia di essere annullata”. Dunque, stavolta il Codacons, se volesse avviare azioni legali atte a invalidare una votazione anomala, forse non avrebbe tutti i torti.

Fedez e Francesca Michielin nella classifica generale, dopo la quarta serata del giovedì, sommando i voti della giuria demoscopica, dell’orchestra e della sala stampa, erano solo diciassettesimi. In loro soccorso è arrivata però Nostra Signora degli influencer, la khaleesi di Instagram che ha sguinzagliato i suoi circa 23 milioni di draghi-follower per infiammare il televoto. Una battaglia impari, a suon di stories e post (rampollo di casa Ferragnez e cartonati di Fedez-Michielin compresi), che ha visto soccombere uno a uno big in gara (di molto più) meritevoli come La Rappresentante di Lista (poco più di 58mila follower), Colapesce (quasi 61mila) e Dimartino (37mila) e gli Extraliscio (addirittura solo 6855).

Una finale che ci ha ricordato quando, nel 2009 e nel 2010, stravinsero al Festival Marco Carta e Valerio Scanu grazie alla fanbase di Amici di Maria De Filippi che intasò letteralmente il televoto. Ora che i talent hanno perso mordente, ma le vere star stanno sui social, riuscire ad arginare un simile fenomeno non è affatto semplice. Del resto, non si può escludere a priori un artista, magari con un bel pezzo, solo perché collegato a un bacino di possibili voti che falserebbe la gara. Sicuramente, bisogna fare un ragionamento (anche) social(e) non solo perché, sul podio, arrivino le canzoni migliori – e Chiamami per nome, probabilmente, non è tra quelle di questa edizione –, ma perché un domani (chi può dirlo?) un simile potere potrebbe veicolare preferenze ben più importanti come quelle della politica. Pensate un po’ se un caterpillar come la Ferragni, facesse endorsement a qualche partito o se, fra qualche anno, decidesse di fondarne uno e metterci la faccia. Un pensiero che va fatto mentre ascoltiamo i talentuosi Måneskin che hanno strappato la medaglia d’oro a Fedez e Michielin (versione femminile di Toto Cutugno in erba, visto che anche nel 2016 si è piazzata seconda con Nessun grado di separazione). La loro Zitti e buoni, oltre a riportare il rock alla vittoria a 28 anni esatti da Mistero di Enrico Ruggeri, è una bella carta dell’Italia da giocare all’Eurovision Song Contest. Magari Chiara Ferragni, con i suoi follower all over the world, darà un aiutino perché Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan vincano anche a Rotterdam e – finalmente! – il festival internazionale più camp del pianeta arrivi anche da noi. Un’eventualità che, visti i tempi, darebbe una grande mano al turismo italiano.

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