4 Dicembre 2019

Chiara Ferragni a Sanremo? Il Codacons insorge e minaccia cause legali. Ma lei non ci sta: “Mi stanno diffamando”

 

di Cinzia Marongiu Non c’è Sanremo senza polemiche, si sa. E questa edizione per quanto sia stata affidata a una persona pacata e rassicurante come Amadeus non fa eccezione. Così dato per assodato che il DopoFestival sarà in versione digitale su RaiPlay e che a occuparsene possa essere l’amico fraterno Fiorello che in queste prime settimane di “Viva RaiPlay”, oltre a mostrare come si fa davvero spettacolo, ha fatto conoscere a tutti la piattaforma digitale della Tv di Stato, resta ancora da scoprire chi ci sarà accanto ad Amadeus.

Tra i nomi femminili maggiormente circolati in queste ultime settimane c’è stato quello della regina delle influencer, Chiara Ferragni. La moglie di Fedez, 17,8 milioni di followers e un vero impero costruito sulla moda e sui social, che in questo periodo sta presentando un po’ ovunque nel mondo il documentario a lei dedicato “Chiara Ferragni – Unposted”, però è stata subito attaccata dal Condacons che è insorto davanti all’ipotesi ventilata sui media di vederla all’Ariston “in quanto sarebbe diseducativa”. Non solo. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori si è detto addirittura pronto, in un documento ufficiale, a “intentare una causa legale contro la Rai e ad impugnare dinanzi alla Corte dei Conti e alla Procura il contratto di ingaggio di Chiara Ferragni qualora sia confermato il suo ruolo a Sanremo. Si tratta di una scelta sbagliata per l’azienda, che dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico, costituito in prevalenza da giovani. Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo che la stessa fa su Instagram del proprio figlio, utilizzato a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy”.

Quanta aggressività contro di me

La risposta della Ferragni non si è fatta attendere. L’influencer per una volta ha abbandonato il suo “smile-style” e l’Understatement che ha incorporato, e si è difesa con le unghie e con i denti. Segno che, evidentemente, aveva realmente accarezzato l’ipotesi di troneggiare con chissà quanti abiti differenti sulla famosa scalinata dell’Ariston. Ecco cosa ha scritto: “Sono molto colpita dal tempo e dall’aggressività che nelle ultime settimane il Codacons ha destinato alla mia persona e ai progetti che mi riguardano con dichiarazioni infondate e dal contenuto diffamatorio, che screditano me e comunicano ai consumatori informazioni errate”.

Nessuna prova reale ma solo illazioni

L’influencer, ceo di Tbs Crew srl. e della linea Chiara Ferragni Collection, ricorda che nella nota di Codacons era indicata la sua eventuale partecipazione al festival della canzone italiana come “Scelta sbagliata” e scrive: “È stato consigliato alla Rai d ‘individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti a un vasto pubblico’ (cit.) insinuando in maniera arbitraria che io sia un modello sbagliato. Allo stesso tempo il Codacons ha fatto diverse affermazioni errate e senza fondamento del tipo “Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network’, per le quali invito il Codacons a smentirmi con prove reali e non con illazioni. Ulteriore diffamazione è stata rivolta al film “Chiara Ferragni Unposted”, che viene definito in maniera totalmente denigratoria ‘pseudo-documentario'”.

“Altra accusa infondata riguarda”, prosegue la nota della Ferragni “le ‘bacchettate che le ha rivolto l’Antitrust’ circa fantomatiche denunce per pubblicità occulta. Aggiungo che per ora, per quanto mi è’ noto non è stato mai preso da parte dell’Antitrust alcun provvedimento nei miei confronti. Questa ennesima affermazione è stata manipolata per danneggiare la mia persona”. E contrattacca: “Ricordo al Codacons che nel 2018 attraverso TBS Crew S.r.l. (di cui sono socia fondatrice ed amministratrice delegata) sono stata la prima personalità del mondo social ad associarmi allo IAP-Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, proprio per contribuire alla regolamentazione della pubblicità sui social’. ‘Sono rammaricata di come una associazione che tanto ha fatto e tanto fa ogni giorno per noi consumatori non abbia mai cercato un confronto con me e le mie societa’ per delineare nuove regole a tutela del consumo, ma abbia invece scelto la via dei comunicati ostili e infruttuosi”.

La Ferragni però non entra nel merito delle accuse che le vengono rivolte per l’utilizzo dell’immagine del figlio sui social. E anzi, in queste ore, pubblica l’ennesima foto del piccolo Leone, star di Instagram ancora prima di venire al mondo e presenza assidua del suo account e di quello del padre Fedez.

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